Antonio Conte perde terreno nella corsa al commissariato della Nazionale italiana. Secondo quanto riporta Tuttosport, gli ostacoli economici e contrattuali allontanano l’allenatore del Napoli dalla panchina azzurra.
Conte e il nodo economico: gli sponsor frenano
La Federazione italiana aveva considerato seriamente Conte come soluzione per risollevare il calcio nazionale dopo l’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali. Tuttavia, le disponibilità economiche rappresentano un freno decisivo. Gli sponsor non intendono coprire un ingaggio di quella entità come accadde nella precedente esperienza di Conte sulla panchina azzurra.
A questo si aggiunge un vincolo contrattuale: l’attuale tecnico del Napoli rimane legato al club partenopeo fino al 30 giugno 2027. Una scadenza che complica significativamente qualsiasi trattativa con la Federazione italiana in tempi brevi.
Mancini avanza: il candidato più concreto
Mentre Conte arretra, Roberto Mancini guadagna posizioni nella preferenza della Federazione. La candidatura dell’ex commissario tecnico diventa progressivamente più credibile proprio per le ragioni inverse che bloccano Conte: il contratto biennale con l’Al-Sadd consente una risoluzione più agevole rispetto all’impegno pluriennale dell’allenatore azzurro.
Esiste inoltre una relazione consolidata tra Mancini e i vertici federali. Fu lo stesso Malagò, durante la sua presidenza al Coni, a volerlo sulla panchina dell’Italia. Il rapporto di amicizia tra i due rappresenta un elemento che facilita eventuali trattative future.
La strada verso la Nazionale ora appare meno probabile per Conte. Mancini, con vincoli contrattuali minori e una rete relazionale già consolidata presso la Federazione, emerge come il profilo maggiormente praticabile per la guida della Nazionale italiana nei prossimi mesi.
