De Bruyne ancora sottotono nel match del Napoli a Como in una prestazione da dimenticare: gli azzurri non vanno oltre lo 0-0 e il centrocampista belga incarna il vuoto tattico della squadra.
De Bruyne ‘latitante’: il simbolo della difficoltà del Napoli a Como
Como-Napoli termina 0-0 allo stadio Sinigaglia in una gara che racconta di una squadra svuotata di idee e proposte. Il Mattino non usa mezzi termini nel giudicare la prestazione degli azzurri, definendo la giornata “il sabato del grande sonno” e ribattezzando lo spettacolo offerto come “noia cosmica“ e “micidiale stallo tattico”.
Tra i volti più deludenti della serata spicca Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga non riesce a incidere, smarrendo quella qualità che dovrebbe contraddistinguere un giocatore della sua categoria. Secondo il quotidiano partenopeo, KDB è “in una delle tradizionali giornate di latitanza“, trasformandosi nel simbolo vivente dell’apatia collettiva che ha caratterizzato l’intera partita. Nemmeno Lobotka e McTominay riescono a invertire la rotta, confermando come il malessere sia diffuso sull’intera mediana.
Napoli irriconoscibile: il secondo tempo peggio ancora del primo
La gara non offre scintille nemmeno nei momenti cruciali. Nel primo tempo bastava poco per accendere la sfida: un lampo, un’intuizione, qualsiasi elemento di sorpresa. Nulla arriva. Gli azzurri procedono come se fossero colti da una paralisi tattica, incapaci di costruire occasioni o pressioni significative sulla difesa lariana.
Il secondo tempo sprofonda ulteriormente nella mediocrità. Il Mattino descrive gli uomini di Conte con un’immagine impietosa: “sembrano avere lo stesso entusiasmo di uno che va dal dentista per togliersi un paio di denti nella stessa seduta”. Non c’è reazione, non c’è sussulto. Il pareggio a reti inviolate diventa l’unico risultato possibile di una prestazione dove De Bruyne e il Napoli intero rinunciano a competere.
La sfida di Como espone i limiti di una squadra che, nonostante gli obiettivi ormai raggiunti, non trova la motivazione per esprimere il proprio calcio. De Bruyne rimane il simbolo di questa resa collettiva, una giornata da cancellare in cui il centrocampista belga e i compagni non consegnano nemmeno uno spunto di qualità al pubblico presente sugli spalti.
