Lo Stadio Maradona dovrebbe essere uno dei teatri in cui andranno in scena gli Europei del 2032. Tuttavia, le autorità partenopee devono definire ancora alcuni dettagli. La FIGC ha inviato una pec al Comune di Napoli per conto della UEFA chiedendo aggiornamenti urgenti sul progetto dello stadio Maradona. Secondo quanto rivelato da “Il Mattino”, ci sono step intermedi che sono stati bocciati nelle ultime riunioni.
Stadio Maradona: la FIGC accelera, il Comune ha tre mesi
Il pressing della Federazione arriva attraverso una comunicazione ufficiale indirizzata direttamente a Palazzo San Giacomo. Non è una richiesta informale, ma un documento che evidenzia tensioni concrete nel cronoprogramma dei lavori. La FIGC ha anche richiesto un incontro diretto per discutere l’avanzamento del progetto in ogni suo dettaglio.
Il Comune ha assicurato che consegnerà il progetto definitivo entro luglio. È un impegno già depositato e approvato dalla giunta, non una promessa vaga. Insieme al cronoprogramma arriva anche la soluzione tecnica: aprire il terzo anello dello stadio permetterà di proseguire i lavori senza perdere posti a sedere. Un compromesso che risolve il conflitto tra cantiere e capienza.

I nodi irrisolti: cosa blocca il Maradona
Secondo “Il Mattino”, gli step intermedi respinti mostrano che la complessità del progetto è superiore a quanto inizialmente comunicato. Parliamo di un impianto destinato a ospitare 70-80 mila spettatori, non una semplice ristrutturazione. Il supplemento di cui ha parlato l’assessore Cosenza dopo le ultime riunioni era più articolato del previsto.
La Federazione non sta bluffando. Il precedente di Milano insegna: Gravina ha già dichiarato che gli europei si faranno anche senza lo stadio lombardo. Per Napoli il messaggio è chiaro: non ci sono scuse, il progetto deve procedere. La UEFA vuole risposte concrete, non rinvii.
Il Comune di Napoli sa che il tempo stringe. Tre mesi separano oggi da luglio. Nel frattempo la FIGC e la UEFA monitoreranno ogni fase del progetto dello stadio Maradona, con controlli diretti e richieste di chiarimenti scritti. Non è più una questione amministrativa ordinaria: è diventata una priorità federale.
