Scoppia la polemica sugli infortuni del Napoli in questa stagione. Carlo Alvino contesta l’analisi di Tancredi Palmeri: gli azzurri non sono ancora al comoleto perché mancano Di Lorenzo, Rrahmani, Neres e Vergara, quattro giocatori fondamentali per la rosa.
Il dibattito sugli infortuni: cosa cambia davvero
La discussione sulla gestione degli infortuni in casa azzurra divide gli osservatori. Tancredi Palmeri ha pizzicato così su X:
“Da quando ha avuto tutti a disposizione, il Napoli ha fatto 1 punto su 6. E contro squadre senza motivazioni (per non parlare che in Champions gli infortuni non c’entrano…)”
La critica puntava a smontare l’alibi degli assenti. Alvino risponde direttamente e ribalta la prospettiva con una lista precisa. Chi manca effettivamente? Il capitano Di Lorenzo, il miglior centrale dell’anno scorso Rrahmani, il fantasista David Neres e il talentuoso Vergara. Non si tratta di calciatori secondari, ma di elementi che incidono sulla qualità tecnica e tattica della squadra. Alvino accusa di “informazione a senso unico” chi ignora questa realtà oggettiva della rosa.
Rrahmani e Di Lorenzo: l’impatto dei centrali assenti
La difesa azzurra ha subìto modifiche significative senza la coppia titolare. Rrahmani non è un difensore qualunque: la stagione precedente lo aveva consacrato come il migliore nel suo ruolo. La sua assenza costringe il Napoli a rimaneggiamenti che alterano equilibri consolidati. Di Lorenzo, oltre al valore calcistico, porta leadership e continuità tattica. L’assenza di entrambi non è una scusante retorica, ma un dato che incide sul possesso palla e sulla costruzione dal basso.
Neres rappresenta una variabile creativa che manca negli ultimi metri. Vergara è una risorsa offensiva di prospettiva. Insieme, questi quattro elementi formano un nucleo difficilmente surrogabile con le alternative attuali. Non è questione di alibi, ma di composizione della squadra.
