De Laurentiis non ci sta: “Calcio italiano in mano a gente che dorme! C’è una soluzione, ecco cosa farei”

De Laurentiis non ci sta: “Calcio italiano in mano a gente che dorme! C’è una soluzione, ecco cosa farei”
Lo sfogo di De Laurentiis dopo la disfatta dell'Italia

Il giorno dopo la pesante sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, arrivano parole dure da parte di Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli è intervenuto ai microfoni di Radio CRC, affrontando senza giri di parole il momento del calcio italiano. Un’analisi che tocca la gestione della FIGC, il ruolo della Nazionale e l’organizzazione dei campionati. Le sue dichiarazioni riaprono il dibattito su un sistema che, secondo lui, ha bisogno di essere completamente ripensato.

“Serve azzerare tutto”: la posizione di De Laurentiis

De Laurentiis non usa mezzi termini quando parla del futuro del calcio italiano e del possibile ruolo di Giovanni Malagò.

“Malagò presidente della FIGC? Non c’è bisogno che ne parli bene. Se prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo. Bisogna azzerare tutto e ripartire da subito”.

Un messaggio diretto, che evidenzia una sfiducia evidente nell’attuale gestione. Il presidente del Napoli indica la necessità di un cambiamento strutturale, che parta dai vertici e coinvolga l’intero sistema. Il riferimento al CONI e alle dinamiche politiche rafforza l’idea di un intervento più ampio.

Meno partite e più spazio alla Nazionale

Nel suo intervento, De Laurentiis entra anche nel merito delle soluzioni. Il tema centrale è la gestione del calendario e il rapporto tra club e Nazionale.

“Sedici squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale per allenarsi, pagare i giocatori che vengono convocati, assicurazioni totali in caso di infortuni: questa è la ripartenza dovuta”.

Una proposta concreta che punta a ridurre il numero di gare in Serie A, per dare più spazio al lavoro della Nazionale. L’idea di tutelare i club sul piano economico, soprattutto in caso di infortuni, è un altro punto chiave. Un equilibrio che, secondo De Laurentiis, oggi non esiste.

Il riferimento a Retegui e la critica al sistema

Il presidente azzurro allarga poi il discorso anche alle scelte tecniche e alla gestione dei giocatori convocati.

“Qual è il vostro sentimento? Il mio è chiaro da 10 anni, mi viene da sorridere perché a Napoli c’è una bellissima espressione: ‘A pazziella mman’ e criature’. Trovare capri espiatori non serve a nulla, nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente, e che nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano.

Qui si sente dire di tutto e di più, bisognerebbe riflettere: il tatticismo di cui si bea il gioco italiano, è propedeutico ad avere successo contro le altre nazioni? Forse è il caso di dire che Retegui, che si trova in Arabia e non gioca per via della guerra da un mese, non andava convocato?”.

Il riferimento a Mateo Retegui apre una riflessione più ampia sulle scelte della Nazionale e sul livello competitivo del sistema. De Laurentiis mette in discussione metodi e abitudini, puntando il dito contro una visione che, a suo giudizio, non produce risultati.

Il dibattito resta aperto. Le sue parole colpiscono per chiarezza e durezza. In un momento delicato per la Nazionale, emerge la necessità di ritrovare identità e direzione. È da lì che può ripartire il calcio italiano.

Claudio Mancini, giornalista pubblicista con oltre 6 anni di esperienza nel settore tra stampa online, live streaming, TV e social media. Lavoro per testate come SpazioNapoli.it, Calciomercato.it e TVPlay.it ricoprendo diversi ruoli tra cui: conduttore, opinionista, autore di format, redattore, telecronista, speaker e creator. Giornalista Pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania con tessera n. 183232

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