Non accenna a terminare il caso Romelu Lukaku. Anzi, da Sky Sport, confermano come il belga non risponda al Napoli da diversi giorni: parla solo con l’agente Federico Pastorello. Gli azzurri hanno fissato una scadenza precisa per il rientro a Castel Volturno, pena l’esclusione dalla rosa.
Lukaku e il Napoli: lo stallo sulla convalescenza in Belgio
La situazione del belga si complica ogni ora. L’attaccante, secondo Sky Sport, avrebbe chiesto di rimanere in Belgio per due settimane aggiuntive per completare la cura dei suoi acciacchi. Una richiesta che il club partenopeo non ha accolto con entusiasmo. Il Napoli vuole seguire il giocatore direttamente da Castel Volturno, dove dispone di strutture mediche e staff dedicato al monitoraggio quotidiano. La distanza tra le parti non è solo geografica: è una questione di metodo e controllo.
L’incomunicabilità di Lukaku rende la negoziazione ancora più delicata. Non è un dettaglio: il giocatore ha scelto di dialogare esclusivamente con Pastorello, tagliando fuori dirigenti e staff tecnico. Questo isolamento volontario complica le verifiche sulla reale condizione fisica e rende impossibile programmare il rientro in gruppo con certezza. Il club azzurro non può permettersi di attendere indefinitamente, soprattutto con la stagione già in corso.

Napoli, la deadline e le conseguenze concrete
Il termine ultimo è stato comunicato chiaramente. Se Lukaku non si presenta entro la data stabilita, ovvero domani, scatta l’esclusione dalla rosa: una mossa che il Napoli non esita a mettere in pratica. Non è una minaccia vuota, ma una conseguenza regolamentare già applicata in altre situazioni. La pazienza della società ha un limite, soprattutto quando un calciatore di questa importanza (economica e tattica) rimane fuori dai giochi senza una comunicazione trasparente.
Il contesto rende la vicenda ancora più spinosa. Lukaku è arrivato al Napoli con ambizioni ben precise, ma gli infortuni e i problemi muscolari lo hanno già condizionato. Una fase delicata della stagione richiede chiarezza e presenza, non silenzi e mediazioni attraverso agenti. Il club ha investito risorse significative su di lui e non può tollerare comportamenti che minano la gestione dello spogliatoio.
