Antonio Conte ha evitato la squalifica dopo gli insulti all’arbitro Manganiello in Napoli-Como di Coppa Italia dell’11 febbraio: il tecnico ha patteggiato con una sanzione economica.
Conte: da 4 giornate di stop a 6mila euro di multa
Come rivela il Corriere dello Sport, il rischio iniziale era minimo 4 giornate di squalifica secondo l’articolo 36 del codice di giustizia sportiva per condotta ingiuriosa nei confronti degli ufficiali di gara. Conte ha invece raggiunto un accordo con la Procura Federale: il tecnico ha pagato una multa da 6mila euro, interamente devoluta in beneficenza a un’associazione nazionale che si occupa di cura domiciliare per malati di tumore. Una soluzione che azzera completamente lo stop dal campo.
L’interrogatorio è avvenuto in gran segreto a Castel Volturno. La delegazione della Procura Federale, guidata dall’avvocato Giorgio Ricciardi, ha ascoltato le spiegazioni del tecnico, assistito dal legale storico del club Mattia Grassani. Conte ha illustrato le ragioni della sua reazione: tensione alle stelle, importanza del risultato, errore grave commesso dall’arbitro che ha influito sulla partita.
L’accordo tra Conte e la Procura Federale
L’applicazione dell’articolo 126 del Codice ha permesso la commutazione integrale della squalifica. Sussistevano i presupposti per questo accordo: la collaborazione prestata da Conte durante l’audizione e il rito prescelto hanno determinato la riduzione della sanzione a solo aspetto economico. Il tecnico ha mostrato disponibilitĂ immediata nel destinare l’intera somma a scopo benefico.
Questa soluzione ha consentito a Conte di rimanere panchina per tutte le successive sfide del Napoli senza alcuna limitazione. La questione è definitivamente chiusa e il tecnico potrà continuare a guidare gli azzurri senza interruzioni dovute a squalifiche.
