Questa sera la Nazionale di calcio dell’Italia è scesa in campo in una sfida delicatissima dei playoff di qualificazione ai Mondiali del 2026. Gli uomini del Commissario Tecnico Gennaro Gattuso, ex allenatore del Napoli, hanno affrontato e battuto l’Irlanda del Nord e hanno guadagnato l’accesso alla finale decisiva per la partecipazione alla prossima Coppa del Mondo. Adesso, la finale contro la Bosnia-Erzegovina. Una missione da non fallire per tornare nella competizione 12 anni dopo l’ultima volta: ma dov’era il Napoli in quell’occasione?
L’andamento del Napoli nel 2014
La stagione dei Mondiali in Brasile, gli ultimi a cui ha partecipato l’Italia, era la 2013/14: è passato un tempo infinito, sperando che i playoff contro l’Irlanda del Nord (e la conseguente ipotetica finale) regalino soddisfazioni a un popolo che non merita un’altra non partecipazione. In questo lasso di tempo sono cambiate tantissime cose, anche per quanto riguarda i singoli club italiani. Il Napoli, ad esempio, chiudeva quella stagione al terzo posto in classifica a 78 punti, distante 7 lunghezze dalla Roma seconda ed estremamente lontano dalla Juventus di Antonio Conte (attuale allenatore partenopeo), che chiuse a 102 punti.
C’è, però, un trofeo da menzionare e da ricordare in bacheca: la vittoria della Coppa Italia del 2014, in un percorso ricordato ancora oggi: Atalanta agli ottavi di finale, Lazio ai quarti di finale, Roma in semifinale e, infine, la coppa conquistata contro la Fiorentina. Giornata che, però, passò sfortunatamente alla storia anche per i violentissimi scontri che portarono alla morte del tifoso Ciro Esposito.

Il cammino europeo del Napoli nel 2013/14
Nella stessa stagione, il Napoli era un club in crescita ma ben lontano dalla vera potenza italiana come lo conosciamo quest’oggi. Non solo in patria, però: gli azzurri stavano consolidando una reputazione europea grazie a un ottimo cammino in UEFA Champions League. Per i tifosi, però, fu piuttosto nefasto: un terzo posto nel girone di UCL a 12 punti, che portò al terzo posto seppur a pari punti con le classificate Arsenal e Borussia Dortmund. La conseguente retrocessione in Europa League, poi, non fu altrettanto fortunata: ai sedicesimi il Napoli eliminò lo Swansea, per abbandonare poi la competizione a seguito del doppio confronto con il Porto.
Chi faceva parte di quel Napoli?
Alla fine del lungo e soddisfacente ciclo con Walter Mazzarri in panchina, il Napoli di De Laurentiis si affidò a un profilo di grande caratura internazionale: lo spagnolo Rafa Benitez. Con lui e il DS Bigon, si intraprese un calciomercato stellare: via idoli come Cavani, De Sanctis, Cannavaro, Campagnaro e dentro personaggi che hanno fatto la storia del club come Reina, Albiol, Callejon, Mertens, Higuain, Jorginho Ghoulam. Questi si aggiunsero all’ossatura già ben formata da gente come Hamsik, Insigne, Dzemaili e Inler.
