Arrivato a Napoli negli ultimi giorni di mercato, Rasmus Hojlund è diventato il giocatore più prolifico della stagione azzurra. Un’operazione nata dall’emergenza, quella legata all’infortunio di Romelu Lukaku. Una necessità che è diventata una delle virtù più importanti della squadra di Conte. L’attaccante danese, con 14 gol e 4 assist in stagione, è diventato un vero e proprio leader. A Manchester si era perso, ma all’ombra del Vesuvio è tornato a dominare dentro l’area di rigore avversaria.
Hojlund: l’addio al Manchester e le voci in Danimarca
Intervenuto ai microfoni di TV2, canale danese, Hojlund ha parlato del suo passaggio in azzurro:
“A Napoli ho ritrovato la gioia di giocare a calcio. Sembrava che tutto fosse finito, lo dicevano anche in Danimarca, invece non ho mai mollato buttandomi a capofitto in questa situazione non semplice. Non puoi essere sempre al massimo, so bene che devo ancora lavorare e migliorare molto. Sono molto autocritico su questo. Ora in Danimarca dicono che sono di nuovo al centro del progetto perché sto lavorando e segnando molto di più.”
Dalle critiche in Danimarca alla rinascita.
Se il Napoli ha vinto la Supercoppa e sta lottando ancora per lo Scudetto, lo deve anche e sopratutto al danese:
“Ho sempre lavorato duramente e non si può giudicare un attaccante solo se si trova negli ultimi metri e riesce a fare gol. Nel calcio ci sono alti e bassi, fa parte del percorso, l’importante è stare sempre sul pezzo come ho fatto senza lasciarsi influenzare dalle opinioni dei media.”
Da Pozzuoli con ardore, con sangue flegreo nelle vene. Dal 2018 lavoro per Nuovevoci, un network editoriale che si occupa di calcio e sport, le mie passioni principali assieme alla comunicazione. Scrivo di Napoli da sempre, è la cosa che amo di più fare. Ho svolto due Master in Giornalismo Sportivo, uno all'Università Cattolica di Milano, che mi hanno svoltato l'approccio verso questa professione che ritengo straordinaria.