Sam Beukema non ha ripagato le aspettative create dai 31 milioni investiti dal Napoli. La stagione azzurra del difensore olandese si è rivelata altalenante, con prestazioni che non hanno convinto pienamente nemmeno Antonio Conte, nonostante la fiducia riposta dal tecnico salentino. A dare una chiave di lettura delle difficoltà dell’ex Bologna è intervenuto Fabiano Santacroce, ex difensore azzurro.
Problemi in difesa: l’analisi di Santacroce
Il vero tallone d’Achille della difesa partenopea va oltre i singoli giocatori. Santacroce ha lanciato un allarme specifico:
“Se si cambiano così tanti giocatori è difficile fare clean sheet. Se cambiano così tanti difensori nel corso della stagione, è quasi impossibile”.
Questo aspetto mette a nudo una vulnerabilità strutturale del Napoli di questa stagione. La continuità in difesa è fondamentale nel calcio moderno, soprattutto se si vuole mantenere una solida compattezza difensiva. Gli azzurri hanno subito troppe variazioni nella loro linea arretrata, compromettendo quella intesa che serve per ridurre gli errori individuali.

Il modulo tattico penalizza le caratteristiche di Beukema
Santacroce non ha dubbi sulla causa del calo di rendimento. Intervenendo ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione Radio Goal, l’ex capitano azzurro ha spiegato:
“Secondo me il cambio di modulo ha influito. Beukema è stato preso per giocare a quattro e non a tre in difesa. Cambia molto e lui sta facendo un po’ di fatica a ricoprire questo ruolo. Però Sam è davvero forte e potrà dare tanto”.
La diagnosi è precisa. Quando il Napoli ha deciso di passare dalla difesa a quattro a quella a tre, la fisionomia del gioco è mutata radicalmente. L’ex Bologna, costruito per un sistema differente, ha dovuto adattarsi a dinamiche nuove, perdendo quella naturalezza che l’aveva contraddistinto nelle precedenti esperienze.
