Il ciclo dei due centrocampisti scudettati potrebbe terminare già questa estate. Lobotka e Anguissa, pilastri della costruzione tattica partenopea negli ultimi anni, si trovano al centro di una valutazione. Giovanni Manna sta ponderando una possibile cessione per finanziare il mercato in entrata. Non è semplice nostalgia: gli azzurri devono rinnovarsi, e il denaro che arriva dalle partenze eccellenti diventa cruciale per costruire una squadra competitiva.
Due pilastri sotto esame
Lo slovacco e il camerunense hanno vinto due scudetti insieme al Napoli. Sono stati assoluti protagonisti della rinascita partenopea sotto Spalletti, capaci di dettare ritmo, densità e qualità nel mezzo del campo. Eppure il calcio non concede tregua ai veterani, nemmeno ai campioni. La sessione estiva potrebbe essere lo spartiacque.
Il Mattino riporta una valutazione dei vertici azzurri tutt’altro che tenera:
“Stanislav Lobotka e André-Frank Zambo Anguissa sono due discorsi da portare avanti con molta attenzione. Perdendo anche solo uno dei due, si potrebbe chiedere un ‘sacrificio’ economico per la migliore sostituzione possibile”.
Non è una dichiarazione d’amore, piuttosto un’analisi fredda: una partenza, una necessaria reinvenzione tattica, risorse per colmare i gap.
La matematica del calciomercato
Entrambi i giocatori hanno mercato. Lobotka, nonostante i 31 anni, conserva appeal internazionale. Ha maturato esperienza, sa leggere il gioco, non smarrisce lucidità. Anguissa, più giovane di un anno, potrebbe generare incassi superiori. Le big europee resterebbero interessate. La riflessione di Manna è pragmatica: meglio vendere uno ora, quando il valore è ancora alto, piuttosto che ritrovarsi tra due anni con giocatori a scadenza ravvicinata e poter incassare briciole.
Il mercato partenopeo dipende da queste scelte. Se gli azzurri molleranno Lobotka o Anguissa, il denaro ricavato finanzierebbe rinforzi immediati. Non fantasmi, non giovani da scoprire, bensì calciatori pronti a innalzare il livello della squadra.
La scelta di cederne uno non sarebbe un tradimento ai colori, bensì un atto di responsabilità gestionale. Il Napoli deve accettare che i cicli terminano, anche per i campioni. Convertire il valore residuale di questi giocatori in risorse per il presente garantisce solidità, non nostalgia.
L’estate 2026 dirà chi tra Lobotka e Anguissa avrà ancora spazio nel progetto partenopeo. Il sacrificio, se arriverà, non sarà privo di significato: segnerà la chiusura di un’era gloriosa e l’inizio di una nuova ricerca di equilibri.
