Nikola Maksimovic, ex difensore del Napoli, si è raccontato ai microfoni di TMW. Ha parlato del suo presente e del suo futuro ma non ha dimenticato il passato al Napoli e ha svelato dei retroscena particolari che non erano conosciuti dal grande pubblico.
Arrivai a Napoli l’ultimo giorno di mercato perché il Torino non voleva vendermi e preferii andare in Serbia per non allenarmi con i granata. Era l’unico modo per far accettare la proposta del Napoli. Quando arrivai, Sarri mi disse che avevo bisogno di tempo per imparare tutte le sue idee. Ma poi il tempo passava, la squadra iniziava a vincere e le cose non sono mai cambiate. Sarri è una persona così, un po’ scaramantica, e non cambia quando le cose vanno bene. Lo vedevi anche nei cambi, erano sempre gli stessi e sempre allo stesso minuto.
Maksimovic: “Sarri sbagliò molto durante gli anni di Napoli”
Il difensore serbo, poi, si è soffermato sulla stagione del possibile scudetto azzurro e sulle scelte di formazione di Maurizio Sarri che lo portarono a maturare l’idea dell’addio.
In estate mi confrontai con Sarri e gli dissi che volevo giocare. Lui invece mi chiedeva pazienza, mi diceva che ero giovane. Mi ero trasferito per quasi 30 milioni di euro ed era difficile per me accettare quella situazione. Mi metteva una partita, col Crotone feci anche gol, ma poi non mi schierava per 7-8 partite. Questo atteggiamento del mister non mi è piaciuto tanto e forse per questo non avevamo un rapporto buonissimo. Così andai a gennaio allo Spartak Mosca dove giocai molto.
Ha sbagliato troppo da questo punto di vista. Per vincere lo Scudetto, per ottenere qualcosa di importante non puoi giocare solo con 12-13 giocatori come faceva lui, devi utilizzare tutta la rosa. Sarri è un bravissimo allenatore, uno dei migliori con cui ho lavorato. Ho imparato tantissimo soprattutto sulla fase difensiva, ma se utilizzi solo 12-13 giocatori, gli altri cosa pensano?

Maksimovic svela l’accordo Napoli-Allegri
Nikola Maksimovic, poi, ha rivelato un particolare retroscena del suo ultimo periodo in azzurro. Prima dell’arrivo di Spalletti al Napoli – dice il difensore, De Laurentiis aveva chiuso l’accordo con Massimliano Allegri.
Quel pareggio con il Verona fu soprattutto figlio di un problema mentale: quando devi vincere per forza va così. Cominci a sbagliare il primo passaggio, poi quella successivo e lì crolla tutto. Non senti più la sicurezza in campo. Però dopo il vantaggio la gara doveva essere chiusa, non puoi subire gol su contropiede, questo è sicuro. Mancò concentrazione. Iniziammo la partita con la paura di vincere, sapendo che in caso di vittoria saremmo andati in Champions e la Juventus sarebbe rimasta fuori dopo non so quanti anni.
La verità è che non c’era una bella atmosfera nello spogliatoio. Io e Hysaj dovevamo andare via a parametro zero, altri giocatori avevano la sensazione di dover andare via, la società li spingeva ad andare via dicendo tramite i giornali che il budget doveva essere ridotto. Gattuso è stato bravo, provò di tutto in quel momento e anche nei giorni precedenti alla partita. Ci diceva: “Se vinciamo andiamo in Champions, la Juve resta fuori e non c’è più bella cosa di questa. Se dobbiamo andare via, almeno andiamo via con questo risultato“.
Retroscena Allegri Napoli – Sarebbe potuta cambiare anche la mia avventura con il Napoli. Se fossimo andati in Champions sarebbe arrivato Allegri come allenatore. E so che lui aveva chiesto il mio rinnovo. Poi non so come sarebbe andata nella realtà , a me dissero così.

