Non era complicata, sulla carta, come quella contro l’Ajax. La sfida di Cremona si è rivelata tutt’altro che facile. Le fatiche di Champions, il peso dover rispondere presente alle vittorie del Milan e dell’Inter e soprattutto la necessità di dimostrare che sei lì perché lo meriti più di tutti gli altri. Cremonese-Napoli è stata questa, nessuna passeggiata, nessuna vittoria scontata e senza rischi.
Alla fine quello che conta è sempre il risultato, nonostante l’essersi ormai abituati a vedere prove spumeggianti e convincenti dall’inizio alla fine. Conta il successo, conta portare i tre punti a casa e questo l’ha capito senza dubbio Giovanni Simeone.
In Lombardia nasce la legge del Cholito, l’uomo che quando entra ci mette la testa, in tutti i sensi. Dopo San Siro è successo anche allo Zini. Stesso copione, stesso risultato, cross di Mario Rui e incornata di Simeone. L’argentino è da sempre abituato a toccare pochi palloni, ovunque ha giocato ha sempre dovuto sfruttare al massimo l’unica occasione che gli capita nel corso di una partita. Seduto in panchina, in attesa del suo momento, ogni volta sempre pronto a giocare quei pochi stralci di match a sua disposizione.

Massima concentrazione e la fame, quella che ha reso grande ogni attaccante. Eppure a pensarci bene non è affatto facile mettersi nei panni del Cholito, uno che arriva al Napoli con l’etichetta di colui che ha scucito lo scudetto dal petto degli azzurri. Oggi è il 10 ottobre 2022 e Simeone oltre a farsi trovare pronto in ogni occasione, è riuscito a farsi amare dal popolo napoletano in pochissimo tempo.
Le lacrime di gioia in Champions League, l’incornata di San Siro, la zampata in Olanda e l’ultimo, ma non per importanza, gol a Cremona. Quattro reti in 284’ minuti giocati.
Esserci, sempre, in ogni momento, è questo quello che rende fondamentale ad oggi Simeone. Il Napoli può contare sulla panchina come forse poche volte è successo negli anni passati. Nulla da togliere ad attaccanti come Andrea Petagna. Sarà la sua grinta argentina, sempre magica in terra partenopea, sarà che il suo papà gli ha trasmesso la garra sudamericana, quel che è certo è che ad oggi l’arrivo di Simeone è stato fondamentale per il Napoli, come lo è l’azzurro nella carriera del Cholito.
È solo l’inizio, c’è tempo per migliorare ancor di più lo score, i minuti giocati e le occasioni da sfruttare. Non c’è più tempo invece per portare rancore, la sera di Firenze è alle spalle, quel pallone portato a casa dal Cholito va chiuso in una scatola dei ricordi, è tempo di nuove emozioni.
Pace fatta Giovanni, da oggi a Napoli sei l’uomo della provvidenza.
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Giuseppe Ferrante
