Legia-Napoli, cosa ha imparato Spalletti dal match

Il Napoli ha vinto e convinto, un secco 1-4, grazie alle reti di Zielinski, Mertens, Lozano e Ounas. La vittoria è stata ottenuta in rimonta, segnando quattro gol in un tempo, il secondo.

Questo dato stupisce? Assolutamente no, ben dieci gol sui dodici totali del Napoli in Europa League sono arrivati nella seconda frazione.

I motivi dietro questo cambio di faccia in terreno europeo sono molteplici. Innanzitutto la qualità, sempre superiore agli avversari, dei cambi a disposizione di Spalletti. Nella gara di ieri sono serviti i gol di Mertens e Ounas, dalla panchina, per indirizzare e poi chiudere definitivamente la gara.

Ounas Napoli Spalletti

Questa squadra, come ripetuto spesso da mister Spalletti, ha acquisito consapevolezza, sempre mancata nelle ultime gestioni, e sa di poter essere pericolosa in qualsiasi momento della gara, questo porta al non avere fretta e quindi a sbagliare meno giocate, attendendo il momento giusto.

Seconda conferma arriva dal reparto difensivo, anche se cambiano gli interpreti, pur non essendo molti, la storia non cambia. Ieri è stato subito un gol in apertura, ma oltre quel tiro il Legia si è reso pericoloso solo con la traversa ad inizio secondo tempo. Juan Jesus ha svolto una buona prestazione, la vicinanza di questo Koulibaly, d’altronde, mette sicurezza a qualsiasi compagno di reparto, vedasi il rigenerato Rrahmani.

Altra conferma, più che scoperta, sono le doti tecniche, incredibili, di Adam Ounas. L’algerino è entrato all’83esimo, e sette minuti dopo ha incantato lo Stadion Wojska Polskiego con un’autentica prodezza. Sombrero di sinistro su palla volante e palla insaccata nell’angolino con il destro. Nella lista dei partenti per fare cassa, alla fine Ounas non si è messo, e Spalletti si lecca le dita, potendosi godere uno dei suoi maggiori talenti.

Napoli
Koulibaly Napoli Spalletti

Il mister, infine, ha analizzato, in conferenza, l’ottima prestazione fornita da Andrea Petagna. L’utilità dell’ex Spal sta nell’avere caratteristiche diverse da tutti gli altri attaccanti in rosa. Osimhen attacca lo spazio come nessuno, Mertens imposta essendo dotato di una tecnica superiore, ma nessuno dei due ha la capacità di fare la guerra là davanti come Petagna.

Anche ieri partita ottima, ha messo lo zampino su ben due gol, il rigore poi concretizzato da Mertens e l’assist, da grande altruista, per Lozano.

Avere Petagna in rosa, come terzo attaccante, può tranquillamente causare l’invidia delle restanti compagini del nostro campionato, Spalletti lo sa e lo sfrutta al meglio.