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Senatori e difesa, i punti cardine su cui Ancelotti può ricostruire


Non è crisi, ci mancherebbe, ma per confutare le tesi avverse e per allontanare qualche fantasma di troppo, il Napoli non ha opzioni: deve battere il Verona e la SPAL in primis, recuperare identità, una parvenza di bel calcio, energie fisiche e mentali.

Continuità sarà la parola d’ordine. Dal 20 ottobre. Fino ad allora, nel mirino c’è solo un Verona che può fungere da trampolino. I ragazzi di Ancelotti devono prendere una bella rincorsa e lanciarsi, senza paura.

La prima parola per mettere a posto le prime cose è: ordine. Ci vuole ordine mentale ma anche in campo, dove la confusione regna sovrana da quattro partite. Ci si pesta i piedi, si attacca male, si fatica a mettere in sequenza una trama di gioco degna di nota.

L’ordine anche mentale in un gruppo avaro di motivazioni. Se c’è qualcuno che può dare una scossa a questo Napoli, è il suo gruppo storico, i senatori. Ravvivare prima se stessi, però, prima che infondere nuova linfa e motivazioni al resto della truppa. Ancelotti si può e deve aggrappare all’anima di questo Napoli: Mertens, Callejon, Koulibaly. Ma anche Allan, Ghoulam. E anche, soprattutto, Lorenzo Insigne. Come si fa? Chiarimenti faccia a faccia, assunzione di responsabilità, continuità nel minutaggio. Non risolverà tutto, quanto meno sarà un punto di partenza.

Come la difesa, certezza solida di Carlo Ancelotti. Le sue difficoltà, il pacchetto arretrato, è riuscito a superarle. Impegno, duro lavoro e una condizione fisica migliore: Di Lorenzo in questo periodo è straripante e soprattutto intoccabile nell’undici titolare. La difesa è registrata, il ritorno di Koulibaly, il suo recupero mentale e i miglioramenti nelle affinità con Manolas sicuramente aiuteranno.

Senatori e difesa, i punti cardini per mettere ordine. E ricostruire il Napoli