shinystat spazio napoli calcio news Team Manager Napoli, De Matteis: "Ancelotti mi ricorda Garibaldi, vince dappertutto. Sarri, invece, Enrico IV di Francia"

Team Manager Napoli, De Matteis: “Ancelotti mi ricorda Garibaldi, vince dappertutto. Sarri, invece, Enrico IV di Francia”


De Matteis dice la sua su Ancelotti, Sarri e Benitez

Paolo De Matteis, team manager del Napoli, nonché scrittore di diversi romanzi, ha rilasciato un’intervista interessante alla redazione di Tuttosport. Ecco quanto apparso sull’edizione odierna del quotidiano sportivo:

“Quando avevo 17 anni, durante un’intervista mi chiesero: “Che cosa vorresti fare se non giocassi a pallone?”. Risposi: “Lo scrittore”. Più di 30 anni fa. Io scrivo tanto anche durante le lunghe pause dei ritiri prepartita, quando sono in giro col Napoli, non solo a casa. E trovo simpatia, attorno a me, quando mi capita di parlare con qualche giocatore o con qualche dirigente dei miei libri. O con gli allenatori. Anche De Laurentiis è sempre cortese: s’informa, mi chiede a che punto sia arrivato nel nuovo libro. Ora ho appena concluso il terzo romanzo e sto cominciando a ragionare su chi potrebbe pubblicarlo. Parla di calcio. Si svolge nel mondo del calcio e un po’ lo dissacra. Ma fa il verso anche alla società civile. Dagli anni di piombo ai giorni nostri. E’ da un po’ di anni che ci lavoro. Il titolo me lo suggerì Benitez: “E’ una bugia”. Era un piacere parlare con lui: si discorreva di tutto”.

Sugli allenatori avuti al Napoli: “Io a Napoli ho avuto la fortuna di avere sempre allenatori di statura. Subito, un grande tecnico come Benitez, che mi ricorda Cervantes, l’autore del Don Chisciotte. Benitez è un uomo ironico, intelligente. Anche Ancelotti è un monumento vivente: come tecnico, ovviamente, ma anche come persona. E’ di un livello assolutamente superiore. Mi fa venire in mente l’eroe dei due mondi, Garibaldi: è andato dappertutto e ha vinto dappertutto».

«Sarri mi ricorda l’Enrico IV di Francia. Quello di “Parigi val bene una messa”. Che comunque fu un personaggio storico importante. Inseguì per tutta la vita un ideale, finché poi ce la fece a diventare sovrano. Dovette abiurare, però. Cambiare religione».

De Matteis torna a parlare di Ancelotti: «Anche lui ha pubblicato, ha scritto tre sue biografie. E’ un uomo molto intelligente, aperto, con un afflato internazionale, ha una visione a 360 gradi su tutto. E’ molto semplice e umile nella sua grandezza”.