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“Napoli sulla pelle”: buon viaggio Marek, ma ci rivedremo presto


Marek ha salutato Napoli non in un giorno qualunque. Pura casualità?

Oggi è San Valentino, la festa dell’amore e degli innamorati. E proprio in questo giorno è arrivato il tweet che annuncia il raggiungimento dell’accordo tra il Napoli e la società cinese, il Dalian.
Proprio in questo giorno finisce la storia d’amore tra Napoli ed il suo capitano.

Marek Hamsik è a Napoli da 12 anni. Quanto tempo trascorso in questa città, con questa maglia. Quante ne ha passate, da quante si è lasciato corteggiare e quante volte ha continuato comunque a scegliere i colori azzurri. Lo slovacco non era solo il capitano, è diventato in poco tempo icona della città e dei napoletani.
In un quartiere di Napoli, a Quarto, sulla facciata di una scuola c’è il suo volto disegnato: un gigante murales creato da Jorit, l’artista che da anni realizza murales tra le vie della città. C’è da sottolineare che nelle sue opere non vengono mai rappresentati volti o campioni a caso. A Napoli ha realizzato quello di Maradona, prima che quello di Marek.

Nemmeno El Pibe de Oro ha segnato tanti gol in azzurro: Marekiaro ha realizzato 123 reti. Nessuno ha indossato tante casacche: 520 le presenze con il Napoli.

“Napoli ce l’ho tatuata sulla pelle”, ha scritto nella sua lettera d’addio questo pomeriggio. Questa è la dedica d’amore del calciatore nel giorno di San Valentino.

Dodici anni mica son pochi. Dodici anni di cambiamenti, di rivoluzioni, di vittorie, di sconfitte. Tre trofei vinti, sembrano pochi. Eppure quando è arrivato, il Napoli era appena salito in Serie A, dopo il fallimento e la Serie C. Poteva andare via. Invece no, il vero amore può superare ogni ostacolo.

Possiamo dire di avere una nuova bella storia d’amore da raccontare. Comincia più o meno così: “C’era una volta uno slovacco, che nel 2007 ha scelto la città di Napoli, le è stata fedele e ci è rimasto per dodici anni”.

Ed oggi che il cuore si è rotto a metà, nella testa suona una canzone: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

E non ci resta che: buon viaggio Marekiaro, ci rivedremo presto.