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Chissà che quell’attimo di respiro non era ciò che serviva


Tutti hanno bisogno di un attimo di respiro. Sì, perché nonostante i tanti indizi che hanno portato i più a credere che Dries Mertens sia un extraterrestre, il periodo non brillante che sta attraversando il belga è la prova che il ragazzo è umano. Certo, un umano capace di magie fuori dall’ordinario, ma che ha dimostrato di aver bisogno di una parentesi di riposo.

Cosa complicata, ai limiti dell’impossibile, nella stagione in corso. Colpa dell’infortunio di Milik e della imprescindibilità del belga, che grazie al ritorno del polacco ha potuto in parte riposare nella gara casalinga contro l’Udinese, in cui Milik ha saputo essere decisivo.

Dopo la prima di campionato, infatti, la scorsa è stata l’unica gara in cui Mertens è partito dalla panchina. Alla seconda segnò un gol e realizzò un assist contro l’Atalanta. Chissà che un attimo di respiro non possa restituire al Napoli il Mertens delle meraviglie e farlo proprio nella notte più importante.

Una chiamata alle armi per il folletto di Lovanio, che freme per tornare a far innamorare il pubblico che ha trascinato con il suo estro e conquistato con la sua grande umanità. 

Sarà impresa ardua stasera scardinare la rocciosa retroguardia bianconera, incunearsi nella solida barriera juventina. Forse, però, radunate le energie fisiche e mentali necessarie, il momento è propizio per azzannare l’avversario.

E la fame, in una serata come queste, non può certo mancare.

MARCO BREGLIO