shinystat spazio napoli calcio news Le quattro notti di Maurizio Sarri: Milik è decisivo, la scelta del centravanti è da insonnia

Le quattro notti di Maurizio Sarri: Milik è decisivo, la scelta del centravanti è da insonnia


Non accadeva dal 26 febbraio che gli azzurri riuscissero a segnare più di un gol nei 90′ minuti, recupero escluso. In due occasioni, la sconfitta interna con la Roma e la vittoria con il Chievo, i gol sono stati due, con il secondo arrivato in extra-time. Non esattamente numeri da miglior attacco del campionato, Sarri lo sa bene, lo ha fatto notare e ha spiegato ai ragazzi che sull’esecuzione in campo, lui, non può farci proprio niente.

Ma qualcosa da fare c’era eccome, forse con qualche partita in anticipo. Perchè con Arkadiusz Milik, il Napoli di oggi ha un potenziale offensivo totalmente differente. Nulla togliere ad uno straordinario Dries Mertens, ma probabilmente chiedere di mantenere un attacco da solo in tre competizioni di livello, per lui che centravanti lo è diventato un anno fa, era davvero troppo.

Da qualche settimana Milik era reclamato a gran voce dai sostenitori azzurri, e le motivazioni erano quasi evidenti: Mertens si è spento, almeno in fase realizzativa, mentre ogni ingresso in campo di Milik ha portato occasioni da rete. Qualcuna si è infranta sulla traversa, qualcun’altra sui guantoni di SuperGigio. Ma altre sono entrate, come quella di oggi, facile facile per lui, e come quella fondamentale contro il Chievo.

Fondamentale per proseguire la rincorsa, tornati ora a soli 4 punti dalla vetta, alla vigilia dello scontro diretto. Una rincorsa che di intoppi ne ha avuti troppi nell’ultimo periodo, precisamente sotto porta. Milik ha già dato qualcosa in più a questa squadra, oltre che per tecnica anche per costituzione, continuerà a farlo fino a fine stagione, probabilmente lo avrebbe fatto anche contro Inter e Sassuolo.

In vista di Torino, Sarri ora di grattacapi ne avrà, e di quelli da perder la testa: Mertens o Milik per il big match? Sarri ha quattro notti per pensarci, e noi gli auguriamo con tutto l’affetto possibile di riuscire a riposare quanto basta. Noi non siamo sicuri che al suo posto riusciremmo a farcela.

A cura di Alessandro Cangiano

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