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ESCLUSIVA – Oscar Magoni ricorda Mondonico: “Istrionico e fantasioso, vedeva cose che gli altri non vedevano”

La scomparsa di Emiliano Mondonico ha di certo scosso gli addetti ai lavori, oltre che i tifosi. Il tecnico ha lasciato un ottimo ricordo di sé nelle squadre che ha allenato, fra le quali c’è anche il Napoli. Quello della stagione 2000/01, con la disputa societaria fra Ferlaino e Corbelli. Una stagione il cui epilogo fu la retrocessione, maturata già però nel girone d’andata.

In esclusiva ai microfoni di SpazioNapoli, l’ex centrocampista azzurro Oscar Magoni, ai tempi sotto la guida di Mondonico ed oggi direttore sportivo del Renate, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa dell’ex allenatore, oltre che a ricordare il loro rapporto ai tempi dell’esperienza in azzurro.

Lei è stato allenato da mister Mondonico durante la stagione 2000/01, dove subentrò a Zeman nel tentativo di salvare la barca che affondava. Ma non solo.

“Sì, ho vissuto un anno intero a bergamo nel ’94 dove ho potuto conoscere ed apprezzare mister Mondonico. L’ho avuto due volte a Bergamo, il nostro rapporto era schietto e diretto, magari qualche volta spigoloso ma con rispetto e stima reciproca. Una bella persona che mi ha dato dato, che mi ha anche fatto crescere. In particolar modo a Bergamo, dove mi ha voluto lui in squadra. Una persona che posso solo ringraziare, colgo l’occasione per porgere le mie sentite condoglianze alla famiglia. Riuscimmo a vincere a Bergamo, io feci il titolare per quasi tutta la stagione. A Napoli invece feci fatica all’inizio con Zeman, poi fu un periodo che coincise col connubio di presidenza, qualche incomprensione a livello societario ed un mercato di gennaio confusionario. Furono portati a Napoli giocatori che in quel momento nemmeno la società voleva. Venne creata un po di confusione, ed inevitabilmente finì male”.

Un personaggio che in pochi non ricorderanno con affetto, che ha sempre creduto nella sua idea di calcio, difendendola fino alla fine.

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“Ho avuto occasione di incontrarlo due mesi fa. Il Mondo è sempre il Mondo, un istrionico, un fantasioso. Era cosi da giocatore, un’ala di fantasia fuori dagli schemi ed è così anche da allenatore, vedeva cose incredibili che gli altri non coglievano. Perdo un amico, oltre che un professionista con cui ho lavorato, un personaggio unico per caratteristiche.”

La stagione 2000/01 per il Napoli fu particolare, e sfociò tristemente in una retrocessione. Che maturò principalmente nel girone d’andata, quando alla guida c’era Zeman.

“Sì, con mister Mondonico passammo ad un tipo di gioco molto più conservativo, e togliendo respiro agli avversari aumentando in aggressività riuscimmo a trovare una media punti da salvezza. Ma che non bastò. Con lui aumentarono di parecchio le motivazioni, che diventarono il nostro motore. Retrocedemmo all’ultima giornata, con il Parma che regalò la partita al Verona, noi scendemmo in Serie B per un punto, nonostante quel giorno vincemmo con doppietta di Edmundo a Firenze”.

Il Napoli di oggi sembra essere tutt’altra storia rispetto a quell’anno infausto, crede possa riuscire nell’impresa di vincere lo scudetto quest’anno?

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“Quest’anno è molto piacevole vedere il Napoli, esprime un gioco spumeggiante e moderno. Da spettatore e tifoso seguo con affetto la squadra, spero che ce la faccia, anche se dovrà confrontarsi con una squadra difficilissima come la Juventus. Sarà necessario fare le ultime partite a tutto gas e sperare che i bianconeri inciampino come a Ferrara.  Pepe Reina? Se ha fatto le visite al Milan, significa che ha avuto il consenso della società”.

A cura di Alessandro Cangiano

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