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“Bene ma non benissimo” è il motto di Napoli-Nizza: difesa quasi perfetta, attacco da migliorare

Il Napoli ha battuto il Nizza in un San Paolo gremito. 2-0 di fronte ai 50.000, che hanno esultato grazie alle reti di Mertens e Jorginho. Un risultato non male, che spiana la strada in vista del ritorno in terra francese, il prossimo 22 agosto.

I GIRONI PIÙ VICINI, MA NON ABBASTANZA

La Champions League, quella della fase a gironi, appare così più vicina. Eppure, lo poteva decisamente essere ancora di più. Se ad una prima analisi il doppio vantaggio fa sorridere gli azzurri, resta il fatto che la squadra di Sarri ha disputato quindici minuti con due uomini in più e che, tanto prima quanto dopo, ha costruito molto (o, meglio, troppo) più di quanto ha concretizzato.

DIFESA QUASI PERFETTA: UN DATO LO DIMOSTRA

Fino ad ora ad essere messa sotto accusa è stata soprattutto la difesa; ma nella sfida col Nizza il problema è emerso nella parte opposta del campo: il reparto offensivo doveva fare di più. Escono, perciò, completamente indenni dal match i difensori partenopei che, anzi, conquistano una nota di merito, evidenziata dall’Opta: per la prima volta nel 2017, il Napoli non ha subito tiri nello specchio in una partita ufficiale.

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L’ATTACCO SCRICCHIOLA: STATISTICHE NEGATIVE

Da rivedere qualcosa in attacco: 22 i tiri totali di Mertens&Co., ma solo 9 erano indirizzati verso lo specchio della porta; e, soprattutto, solo 2 – di cui uno su rigore – la porta l’hanno centrata. Preoccupante anche la percentuale della precisione dei tiri, nettamente al di sotto del 50%. Il tap-in fallito da Milik all’86’ è insieme l’occasione più eclatante e l’emblema dell’andamento della partita.
Una lancia in favore del Napoli, però, va spezzata: siamo ancora ad agosto, si tratta della prima uscita ufficiale e, in più, il Nizza ha giocato con una fissa difesa a cinque, tenendo comunque spesso e volentieri solo un uomo nella metà campo azzurra.

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2-0, BENE MA NON BENISSIMO: A NIZZA PER MIGLIORARE

Il 2-0 non è un risultato da denigrare, anche se non soddisfa a pieno. Per il momento il Napoli è il solito allievo, quello che siede tra i banchi di ogni classe, che va bene, ma non benissimo; che si impegna quanto basta, ma potrebbe fare molto di più. È un uomo innamorato che arriva con tutta la spavalderia del mondo di fronte alla donna da corteggiare, ma poi inizia a balbettare. È chi si alza al mattino con la consapevolezza di dover fare tante cose e poi ne rimanda alcune al giorno dopo. Il giorno dopo per il Napoli si chiama Nizza. Basterà completare l’opera per non far arrabbiare chi, pure se non perfetto, timoroso, a volte pigro, lo ama e lo sostiene così com’è, ma con la speranza che “domani”, appunto, possa migliorare.