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Napoli-Carpi 4-1, le pagelle degli azzurri: giù il cappello per Callejon e Milik, Tonelli da rivedere. E Ounas…


A Trento, forse, i pensieri di Sarri si sono rincorsi per novanta minuti. E han fatto dei bei giri, tutti raccolti dal sinistro di Milik e disintegrati per bene: perché c’è tanta voglia di ripartire, in quel gol che ha ribaltato tutto. Tanta voglia di tornare a sorridere, e di farlo dal primo minuto.

Certo, poi alla festa festeggia anche Rog, un fantastico Ounas. E allora diventa la festa di chi vuole di più, di chi sa di meritarlo. Di chi però è anche conscio che davanti ad un meccanismo così rodato – comunque intravisto nel primo tempo -, serve lavorare di più. Farlo da subito, semmai. Ecco: estrapolate quanto volete, ma le risposte sono arrivate.

REINA 6 – Le urla riempiono il Briamasco: quanta voglia che c’è in Pepe. Questa sera in campo, mentre l’agente è a colloquio con Giuntoli. Ore frenetiche che si esorcizzano solo così, riempiendo il cuore di belle storie, belle immagini, bei colori. Ah, e pure con qualche parata: una stasera, al 28′. Si distende sulla destra, presa facile. Che dà sicurezza, anche per il futuro.
SEPE 6 – Niente da fare sul gol: sarebbero servite solo un paio d’ali.

MAGGIO 6.5 – Corre, e pure tanto. La forma fisica lo accompagna al meglio, lui ricambia facendosi trovare quasi sempre pronto. Tante risposte a tanti dubbi.
HYSAJ 6 – Meno alto del solito, poi però ingrana, sfiorando anche il gol al 67′. Maggio, paradossalmente, sembra quasi una spanna sopra.

MAKSIMOVIC 6.5 – In crescita. Netta. Sarri gli dà una maglia da titolare, lui risponde non deludendo l’enorme attesa che ha per lui il tecnico. Due uscite pulite e nette, sul pallone.
CHIRICHES 6 – Meglio di Tonelli: non un’impresa di quelle ardue.

KOULIBALY 6.5 – Non sorprende più. Soprende però la freschezza con cui gioca 45 minuti di assoluto livello. Teoricamente, in questo momento della preparazione, dovrebbe faticare. Teoricamente.
TONELLI 5 – Malcore lo fa ballare, lui risponde lasciandogli tutta la pista. Male, e il pubblico un po’ si fa sentire.

GHOULAM 6 – Poco propositivo, ma c’è qualità. E la qualità, a lungo andare, saprà ben ripagare.
STRINIC 6 – Il Carpi attacca poco dalla sua parte, e la sua presenza aiuta. Gambe pesanti: ci sarà tempo per ripartire sul serio.

ALLAN 6 – Cattivo come si deve: rinuncia allo status di amichevole non appena capisce che il Carpi vuol fare sul serio. Poco male: sa adeguarsi. Pure in fase offensiva, tante nuove soluzioni per crescere con la squadra.
ROG 6.5 – A fasi alterne, a luci alterne: eccolo, il Rog che t’aspetti ma che sa nascondersi. Dal gioco e dalle luci della ribalta. Di attenuanti ci sono, come per tutti. Per lui, pure un bel gol su spunto di Ounas.

JORGINHO 6.5 – Tanti tocchi, tutti intelligenti. Solito, fondamentale Jorginho: ad ora è lui la prima scelta.
DIAWARA 6 – Meno pulito di Jorginho, ma più pericoloso. Vent’anni di freschezza e ‘pazzia’: nel ruoloG d’ordine, variare potrà essere anche determinante.

ZIELINSKI 5.5 – Meno appariscente del solito, più di sostanza. Eppure, sprazzi di talento s’intravedono. Anche così ci si costruisce una prestazione dignitosa.
HAMSIK 5.5 – È un secondo tempo difficile, e la prestazione del capitano è coerente col match. Senza infamia, senza lode. E senza osare.

CALLEJON 7 – Una perla, e altre parole non sovvengono. Perché quello che ha saputo fare lo spagnolo è il manifesto della superiorità del giocatore in termini di intelligenza. Prezioso, vero: ma spesso ci si dimentica del suo potenziale offensivo. Immenso.
OUNAS 7.5 – Un paio di spunti che vogliono dir tanto: che poi risultino decisivi, questa è nota a margine. Può e deve dare ancora di più, però entrare così nettamente negli schemi è sintomo d’intelligenza fuori dal comune. Limitasse qualche traversata palla al piede. Da sgrezzare, ecco.

MERTENS 5.5 – Poche palle giocabili, e allora prova la soluzione da fuori. Rientrare negli schemi non è mai facile, ancor meno con una difesa forte fisicamente come quella emiliana. Poi ovvio: qualcosina in più era lecito aspettarsi…
MILIK 7 – Boa insostituibile, però il gioco azzurro latita e lui ne soffre. Quando sembra non esserci più tempo per gli spunti, ecco che Arek estrae un sinistro dal suo magico mondo delle invenzioni. Botta secca, meravigliosa: saluti all’insoddisfazione.

INSIGNE 6.5- C’è la qualità, c’è la voglia, c’è pure la ‘cazzimma’. Ma soprattutto: c’è Lorenzo. Testardo quando deve, altruista quando può: è questa la sua vera maturità.
GIACCHERINI 7 – Totale. Per le due fasi, per la voglia, per i chilometri spesi. E chissà, forse anche per la conferma definitiva: perché Giaccherini, in questo Napoli, sa starci e vuole starci.

Dal nostro inviato a Trento, Cristiano Corbo

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