L'ex azzurro Gaetano Fontana: "Insigne è un giocatore completo, la crescita del Napoli è passata da lui"

L'ex azzurro Gaetano Fontana:

Gaetano Fontana, ex calciatore del Napoli, nel quale ha militato per due stagioni dal 2004 al 2006, è stato intervistato in esclusiva da noi di Spazio Napoli su Radio Antenna Uno, durante la messa in onda del programma Uno in Goal Spazio Napoli, condotto dai colleghi Andrea Gagliotti e Francesco Vassura. L'ex azzurro, che attualmente ricopre il nuovo ruolo di allenatore, ha rilasciato delle importanti dichiarazioni, in particolare su Insigne, sui prossimi reali obiettivi dei partenopei e sulla lotta al secondo posto.

In merito alla lotta per il secondo posto tra Napoli e Roma: "E' lecito credere nel secondo posto. La scorsa settimana, dopo la partita di Reggio Emilia con il Sassuolo, era nata qualche incertezza, qualche perplessità, però io ho sempre sostenuto che le partite vanno giocate fino alla fine e non bisogna dare mai nulla per scontato. Il Napoli ha approfittato anche della sconfitta della Roma, per cui adesso sognare è più che lecito".

Sulla partita di ieri vinta contro l'Inter"Io credo che il risultato di ieri sera, sia figlio della buona prestazione. Qualche volta si può arrivare ad ottenere un risultato senza prestazione, ma è frutto del caso. Questo discorso ovviamente non vale per il Napoli, perchè ormai il Napoli ci ha abituato ad uno spartito ben preciso. A prescindere dagli interpreti riesce sempre a portare a casa la prestazione e, come ci ha abituati anche quest'anno, diverse volte in trasferta è riuscito a fare la voce grossa, così come è accaduto ieri a Milano contro l'Inter".

In riferimento al mantenimento della porta inviolata, avvenuto tre volte nelle ultime quattro partite: "La cosa più bella, che ieri ho potuto ammirare, è che ha rischiato pochissimo e di conseguenza è vero che non ha subito reti, ma non ha subito neanche occasioni e non ha rischiato più di tanto".

Su Insigne grandi complimenti: "Quando si parla della difesa si tende sempre a guardare la linea difensiva o i difensori, ma io credo che il Napoli sia cresciuto tantissimo e questa crescita passa anche attraverso quello che riesce a fare oggi Insigne. Si esaltano le qualità di Mandzukic per quello che riesce a fare nella Juve, ma nella stessa misura, Insigne, con una struttura fisica diversa, riesce ad abbinare le due fasi con grandissimo successo. Quello che sto vedendo fare a questo ragazzo è veramente qualcosa di incredibile. E' cresciuto dal punto di vista fisico, dal punto di vista della convinzione, è un terzino aggiunto, però poi quando c'è da andare a fare goal riesce ad essere un finalizzatore, un uomo dall'ultimo passaggio eccellente. Un giocatore completo. Probabilmente questa sua crescita è dovuta al fatto che non si sente sotto pressione visto che Mertens sta giocando da punta centrale e non c'è più quella concorrenza viva che c'era una volta. Oggi credo che Insigne sia veramente un giocatore completo nel suo ruolo".

Sul rinnovo di contratto proprio di Insigne e sui suoi margini di crescita"Credo che la firma del rinnovo di contratto sia una conseguenza di quello che ha fatto vedere in campo, perchè la firma l'ha praticamente siglata la scorsa settimana, mentre queste prestazioni le sta portando avanti da mesi. Se fino ad oggi non è riuscito ad ottenere grandissime soddisfazioni, probabilmente, è stata una sua mancanza, visto il suo valore effettivo per quello che sta facendo vedere. Oggi, ovviamente, essendo un giocatore completo ha tutte le capacità e le potenzialità per ottenere dei successi sia nel suo club che anche in Nazionale, perchè è un giocatore che ha veramente qualcosa di incredibile da poter esprimere anche a livello internazionale".

In merito ai possibili obiettivi per la prossima stagione del Napoli: "Secondo me il Napoli è molto vicino a colmare il gap con la Juventus, ma non riguarda il mercato, perchè si chiama esperienza. L'esperienza dei vari Zielinski, Rog, Diawara, Hysaj, tutti giocatori che stanno competendo con un club per ottenere risultati importanti, ma che fino a ieri hanno giocato senza grossi patemi per dover vincere qualcosa di importante e sono molto giovani, per cui credo che l'aspetto più importante sia proprio quello. Abituare questi ragazzi, che hanno potenzialità incredibili, a questo tipo di eventi e una volta fatta l'esperienza credo che poi si possa essere veramente competitivi con la Juve. Spesso e volentieri si tende a pensare che chissà cosa bisogna andare a comprare, ma in realtà per il progetto Napoli, per come intende il calcio Sarri, credo che la cosa più importante sia proprio questa. Far fare esperienza a questi giovani con grandi capacità, per poter vivere anche dal punto di vista emozionale certi grandi eventi, ai quali non sono abituati, o quantomeno non erano abituati fino ad oggi".

Su Diawara"La sua prestazione di ieri mi è piaciuta, come spesso ha fatto quest'anno. Ovviamente rappresenta un'alternativa valida e diversa a Jorginho, tanto è che magari la sua presenza in campo obbliga poi a giocare con dei centrocampisti interni con caratteristiche diverse. Il punto fermo è sempre Hamsik e poi balla l'altra figura, perchè con la presenza di Diawara ovviamente ci vuole un centrocampista con un po' più di qualità, quindi Zielinski o Rog, lasciando fuori Allan. Diversamente, quando gioca Jorginho, c'è la presenza di Allan. Io credo che sia anche stupido discutere di una possibile cessione, perchè se il Napoli vuole annullare questo gap, o quantomeno avvicinarsi alla Juve, deve necessariamente far crescere questi ragazzi e tenerseli nel proprio complesso, perchè comunque è questa la sua forza. Se poi inizia a perdere dei pezzi come Diawara o lo stesso Mertens, comunque appetibili a diverse squadre europee, ovviamente il progetto cade".

Sulla stagione del Napoli ed un bilancio generale"Per me già ora è un bilancio positivo, perchè forse non si sta considerando l'elemento più importante, che è la cessione di Higuaìn. Qualsiasi tipo di club o qualsiasi tipo di allenatore o di squadra sarebbe caduto in depressione quando viene a mancare un elemento principale come poteva essere Higuaìn. Nel momento in cui si stava ricostruendo una nuova forma, con l'inserimento di Milik, lo stesso Milik è venuto meno per infortunio e quindi c'era bisogno di ristrutturare nuovamente, con l'invenzione della nuova figura di Mertens, per tutto questo faccio i complimenti a Sarri che, nonostante tutte queste difficoltà, è riuscito ancora una volta a dare una sua identità precisa alla sua squadra e a fare di necessità virtù. Di conseguenza, con tutto quello che ha dovuto subire e ha dovuto vivere, portando il Napoli a questa condizione, il suo bilancio non può che essere positivo".

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