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Doveva essere il giorno per celebrare il rinnovo di Insigne e la sua elezione a bandiera azzurra. Ed in effetti così è stato. Buffet in grande stile, firma in diretta televisiva, annuncio in pompa magna. Un evento importante, soprattutto se si pensa che l’ultima conferenza indetta per un simile motivo fu quella di Edinson Cavani. Contratto fino al 2017, ma addio l’anno seguente, nell’estate 2013. Nulla in comune, casi diversi, ma quanto basta per rendere l’idea della sua peculiarità. E soprattutto se si va a guardare alle passate stagioni: calciatori non presentati e acquisti passati quasi in sordina. L’ultima conferenza di presentazione fu quella di Mirko Valdifiori il 14 luglio del 2015. Quasi due anni fa.

ADL: “Noioso allenare sempre gli stessi giocatori. Se c’è qualche pazzo che paga le clausole…”

Ma dalla mattinata di festa e sorrisi, sono emersi spunti su cui riflettere. Talvolta criptici (“Per restare a Napoli c’è bisogno di un certo sentiment. Se non lo hai, vai via”), altre meno: “Koulibaly? Ha rinnovato, ma ricordiamo che abbiamo acquistato un giocatore come Maksimovic. Io e Giuntoli non siamo cretini, se abbiamo investito 25 milioni lo riteniamo importantissimo. Proverò a trattenerli tutti, ma se qualcuno chiede di andare via o un pazzo che paga clausole altissime, ce ne faremo una ragione. Che poi è anche un po’ noioso allenare sempre gli stessi giocatori”. Le difficoltà per Mertens: “Ha una situazione familiare particolare”. E poi ancora: “Insigne non ha una clausola perché ha deciso di sposare la causa Napoli”. Mentre gli altri…

Un Aurelio De Laurentiis apparentemente tranquillo. Più che altro diverso. Niente attacchi burrascosi, proclami o uscite discutibili. Ma segnali, frecciatine, avvertimenti. Ai giocatori in questione – Mertens e Ghoulam su tutti, essendo gli unici a non aver ancora rinnovato – ed anche alla piazza. Quasi a voler dire ‘Io sto costruendo la squadra per l’anno prossimo. Per chi non volesse restare, la porta è quella. E i tifosi se ne faranno una ragione’. D’altronde la ferita inflitta da Higuain brucia ancora ed il patron azzurro si cautela. Nessuna illusione. Nessun incedibile.

Sarri: “Dal prossimo anno potrei essere libero”

Dall’altro lato Sarri controcorrente e con le idee chiare. “Credo che questo sia un ciclo importante del Napoli. Però è arrivato il momento di prendere una decisione: una squadra non può restare in questa fase per sempre. Ora o si fa un passo in avanti o un passo indietro. Questa società, per come è oggi, non può programmare uno scudetto”. Un monito importante, parole non buttate a caso. Nel giorno della continuità – con un altro uomo consacrato pubblicamente simbolo della squadra – la voglia di un cambio di passo. Ed ancora: “Dal prossimo anno potrei essere libero. Il mio contratto prevede una clausola d’uscita sia da parte della società che da parte mia”. Nulla di nuovo, certo. Ma una sottolineatura forzata. Finalizzata a voler riportare l’attenzione al presente. Che poi è anche il futuro: con un secondo posto che può cambiare i progetti per la prossima stagione. Si spera ancora con il tecnico toscano in panchina. Sarri-De Laurentiis, atto II. Lo spettacolo continua…

Andrea Gagliotti (@AndreaGagliotti)

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Articolo modificato 22 Apr 2017 - 20:33

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