shinystat spazio napoli calcio news Vrenna, presidente Crotone: "C'era l'espulsione di Rog, secondo rigore no. Ma è il calcio, sappiamo come funziona..."

Vrenna, presidente Crotone: “C’era l’espulsione di Rog, secondo rigore no. Ma è il calcio, sappiamo come funziona…”


Il presidente del Crotone, Raffaele Vrenna, ha rilasciato delle importantissime dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc, durante il programma Si Gonfia la Rete di Raffaele Auriemma. Queste le parole del patron dei calabresi: Il calcio è fatto così. Venerdì scorso ci sono state critiche, doveva o non doveva dare il rigore l’arbitro. Alla fine il calcio è bello anche per questo. La reazione di Nicola ci può stare, era lì sul campo. Ci poteva essere il primo rigore perchè il difensore allarga un po’ le mani, anche se c’è stata la caduta già prima del contatto, ma ci può stare e in pochi millesimi di secondo l’arbitro deve decidere. L’espulsione (di Rog, ndr) ci poteva essere e il secondo rigore magari non c’era”.

“Il Napoli poteva meritare sicuramente la vittoria, ma in questi casi alla fine è importante che gli arbitri sbagliano in buona fede. Le partite indietro non te le dà più nessuno, il calcio è questo. Quest’anno sta andando male e ci sono stati degli errori che hanno penalizzato un po’ il Crotone, spero che non ci sia un discorso di protagonismo solo per far parlare. Il calcio è un gioco, alla fine l’arbitro può sbagliare ma l’importante è che non ci sia questo condizionamento tra piccole e grandi”. 

“Se retrocederemo, l’anno prossimo punteremo subito alla promozione. Il telaio di una buona squadra lo abbiamo, ma ora non pensiamo alla Serie B. Il campionato è aperto e tutto può succedere e speriamo che l’Empoli si blocchi. Domenica prossima tiferemo senz’altro Napoli contro l’Empoli“.

C’è un divario enorme economico tra le piccole e le grandi. Non è un campionato equo a livello economico. In Spagna, Inghilterra e Germania è diverso: noi qui se vinciamo un campionato di Serie B riceviamo un contributo di 22 milioni di euro, mentre lì si arriva a 110 milioni. La base dovrebbe essere uguale per tutti, poi è normale che le grandi società avranno un marketing nettamente superiore rispetto alle altre”.

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