Solite vecchie abitudini…

In pochi avrebbero immaginato che il 3-1 subito al Bernabeu, in casa del Real Madrid, avrebbe scatenato polemiche e minato un clima idilliaco creatosi dopo 18 risultati utili consecutivi. Eppure è accaduto. Le parole dal presidente De Laurentiis nel post partita di Champions hanno alzato un vero e proprio polverone. “È mancata la cazzimma!“, ha tuonato il patron azzurro.

E poi la frecciata – manco tanto velata – a Maurizio Sarri.  “Si devono cercare alternative non alla vigilia della Champions, ma prima. In certe partite bisogna adottare una tattica di gioco diversa, dobbiamo maturare”. E la pronta risposta del tecnico azzurro: “A Castel Volturno ci sono e decido io, mi avrebbe fatto più piacere che certe cose fossero state dette in privato”.

“SILENZIO STAMPA AD OLTRANZA”

Infine l’ennesimo silenzio stampa, annunciato oggi dalla radio ufficiale del club. “Silenzio ad oltranza”, la decisione della società. Nulla di nuovo. La storia lo insegna. Sarri non aveva tenuto la solita conferenza pre partita già dopo la sconfitta con il Palermo. Ma soprattutto scelte identiche in periodi simili, si erano già verificate negli ultimi due anni.

I PRECEDENTI

Nel 2015, con Benitez in panchina, il club partenopeo optò per un silenzio ad oltranza da aprile sino al termine del campionato, interrotto solo dalla conferenza congiunta del tecnico e De Laurentiis – pochi giorni prima della sfida decisiva con la Lazio – in cui si annunciava l’addio dello spagnolo a fine stagione. Poi l’anno scorso con Maurizio Sarri dopo i fatti di Udine (aprile 2016) e la squalifica di Higuain. Inizialmente una strategia del legale della società in attesa dell’esito del ricorso per la squalifica dell’argentino. Ma lo stesso comportamento fu mantenuto nelle successive gare. Adesso la situazione si ripropone. Per l’ennesima volta. “Tutta nata storia”, cantava il grande Pino Daniele. Ma qui la storia è sempre la stessa.

Andrea Gagliotti

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