shinystat spazio napoli calcio news Le pagelle di Fiorentina-Napoli: Insigne disegna arte, Gabbiadini ha gli "attributi". Mertens rapace, Maksimovic delude

Le pagelle di Fiorentina-Napoli: Insigne disegna arte, Gabbiadini ha gli “attributi”. Mertens rapace, Maksimovic delude


Reina 5,5: Quarantacinque minuti da guardiano e guerriero. Anche furioso, quando Kalinic si tuffa olimpionicamente. Reclama il secondo giallo: nulla da fare. Poi amministrazione, tanta, e un brivido quando sempre Kalinic spara alto da pochi passi. Sul primo goal di Bernardeschi è completamente esente da colpe: la sorte e la schiena di Callejòn lo beffano in modo maldestro. Paga dazio sul secondo: tardivo nell’andare giù, la palla termina alle sue spalle.

Hysaj 5,5: Il passo non è quello di una volta, la spinta non incisiva come solito. Con Callejon non s’intende come nelle scorse gare, duetta meno e soprattutto con minor efficacia. Là dietro, poi, soffre con moderazione. Epperò nel secondo tempo Bernardeschi è imprendibile un po’ per tutti, lui risente calando notevolmente alla distanza.

Albiol 5,5: La partita s’incanala su un binario favorevole e lui soffre poco in un primo tempo più che positivo. Nel secondo tempo la situazione si capovolge in un lampo. Bernardeschi è imprendibile per tutti, lui cala e spesso soffre le incursioni di Chiesa e compagni. Tre goal subiti pesano tanto sul groppone della retroguardia azzurra.

Chiriches 6,5: Il nome di Kalinic, dall’alto della sua reputazione, può incutere timore. Vlad, però, di esperienza ne ha accumulata tra Premier League e Serie A. Nessuno spavento, tranquilli. E lui risponde presente, con un primo tempo d’attenzione, ordine e governo. Anticipa quando serve, rammenda quando è sotto pressione, bada al sodo e lo fa con diligenza. Poi, però, l’infortunio: una tegola. Benedetta sosta: arrivi al momento giusto! (Dal 43′ Maksimovic 5: Quando entra lo scenario si capovolge in modo netto e deciso. Nei primi quarantacinque il Napoli soffre pressappoco zero, il secondo tempo invece è un brivido costante. Tre goal incassati: lui colpevole sul terzo, si fa infilare insieme a Ghoulam. Quanto manca Koulibaly!)

Ghoulam 5,5: I movimenti sulla sua fascia di competenza non trovano lo stesso sincronismo del solito con quelli di Insigne. Attacca tanto ma senza trovare le giuste combinazioni per scardinare la cassaforte viola. Chiesa, poi, gli sfugge via in diverse situazioni. Come gli sfugge Zarate, che s’infila e batte a rete per il 3-2.

Zielinski 5,5: Sofferenza, una novità nella fetta di campo di Piotr. Eppure qualche pecca in fase di costruzione c’è, quando s’intestardisce con la palla tra i piedi. Sbaglia in uscita, concedendo la palla goal più ghiotta alla Fiorentina. Kalinic, per sua fortuna, manda alto. Prima, la palla d’oro, l’aveva cestinata lui: una finta di troppo e la conclusione ravvicinata respinta da Tatarusanu. (Dal 79′ Allan 5,5: Partecipa al forcing finale con foga ma molta confusione).

Diawara 5,5: Lo smalto non è quello delle scorse uscite. Certo, parte bene: bella una palla per Hamsik nel primo tempo. Poi, però, cala nella seconda frazione. In fase difensiva è meno efficace del collega Jorginho, Bernardeschi s’infila tra le linee che è un piacere. Ha classe e personalità ma pecca in esperienza: il ragazzo si farà, ma nel frattempo è rimandato. (Dal 86′ Gabbiadini 6,5: Ha gli attributi. E li sfoggia calciando un rigore a tempo scaduto. Non è arte da tutti, soprattutto per un ragazzo accusato di scarsa personalità. Il mercato incombe, ma un’ultima mano al Napoli ha ancora il tempo di darla).

Hamsik 6: Il capitano tiene alta la bandiera. La classe è quella di sempre, gli inserimenti si sprecano alle spalle dei dirimpettai viola. Dalla trequarti in poi, però, si perde un tantino. Spreca qualcosa: la stanchezza, in fondo, si fa sentire e la pausa invernale capita a fagiolo.

Callejon 5,5: Stanchezza, tanta. Lui è il più impiegato da inizio stagione ed ogni tanto avvertirà – da essere umano – il bisogno di rifiatare. Al Franchi a tratti scompare, il suo “peso fantasma” non si avverte mai. Non brilla, ha bisogno della sosta per riflettere e ricaricare le pile. Lo attende il meritato riposo. Lo attende, soprattutto, una seconda parte di stagione ricca di impegni. Servirà la sua mano.

Mertens 7: Rapace d’area, come il più navigato dei centravanti opportunisti. Tomovic va in tilt, lui ne approfitta e saccheggia l’area di rigore del Franchi con l’ottavo goal in tre partite. Per il resto, gioca di sponda e si mette al servizio dei compagni, si vede salvare sulla linea una clamorosa occasione e partecipa con le residue energie al forcing finale guadagnandosi un calcio di rigore che vale oro.

Insigne 7,5: Nella città più artistica d’Italia, Lorenzo disegna una traiettoria degna del Brunelleschi. Parte in fuorigioco, vero, ma la bellezza della conclusione è qualcosa che lascia a bocca aperta e scaccia ogni polemica. Ammirate, gente. A giro, come la sua specialità migliore. E, soprattutto, proprio lì, in quel Franchi maledetto: il 9 novembre 2014 il crociato fece crack. È tornato, ed è tornato più forte di prima. Patrimonio del calcio italiano, serve preservarlo.

Sarri 6,5: Il suo Napoli continua ad essere bello, frutto di una filosofia precisa. Gioca, e gioca bene. Segna, e segna bei goal. Poi, però, si perde, si getta via come accaduto con il Torino. Tre goal subiti sono tanti, lui lo sa e sarà nervoso (c’è da scommetterci). Pesa tanto l’assenza di Koulibaly, ma qualche risposta la ritrova in un secondo tempo confuso. Preferire Chiriches a Maksimovic, scontrandosi con le logiche del mercato, è una mossa giusta.

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