Ritratto di un’amicizia fuori dal comune, Fidel Castro e Maradona: l’importanza degli ideali per combattere in mondi distanti

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La storia, si sa, è fatta di grandi personaggi. Buoni o cattivi che siano, amati o no, solo alcuni sono davvero in grado di diventarne protagonisti. C’è chi per una vita intera porta avanti un’ideologia politica e chi dal suo canto propone un modo di fare calcio diverso da tutti; alla base, però, ci sono sempre dei valori. Forse saranno stati proprio quei valori – a volte apparentemente distanti ma in realtà quasi analoghi – ad unire le vite di Fidel Castro e Diego Armando Maradona.

Fidel Castro Maradona, i ricordi fidel castro maradona

Passare una vita a combattere contro un sistema e in nome di un popolo non è certo un’impresa facile. I rischi di commettere qualche errore sono sempre dietro l’angolo. Ma alla fine conta provarci, e questo a modo loro Fidel e Diego lo sanno bene. Entrambi uniti da ideali comuni si sono più volte fatti forza l’uno sull’altro. Il primo episodio quando nel 2000 il Lìder Maximo aiutò Diego ad uscire da quel tunnel che avrebbe potuto spezzarlo; gesto che il Pibe mai dimenticherà. Addirittura a testimonianza della sua estrema riconoscenza sulla gamba sinistra si fece proprio incidere il volto del suo ‘amico’ cubano. Un altro momento particolarmente importante risale al 2005, quando durante una sua trasmissione Maradona andò di persona ad intervistare Fidel. Poi un copioso scambio epistolare nel 2015 ed oggi la scomparsa del Lìder comunista.

Le analogie

I pensieri politici ed i modi di fare spesso possono non essere condivisibili, questo è chiaro e sacrosanto. Certo non si possono non tracciare delle analogie – seppure con tutti gli accorgimenti del caso – tra i due. Innanzitutto il fatto di essere fuori dagli schemi come davvero pochi al mondo. Diego con il suo essere spregiudicato, sempre sincero e molte volte ai limiti ha trovato nel corso della sua carriera tanti nemici, come quella FIFA da lui tanto odiata per non averlo fatto partecipare ai mondiali di USA ’94; nemico in comune con Fidel, che è sempre stato forse l’antiamericano per eccellenza. Entrambi, però, si sono sempre ispirati a delle linee guida nella propria vita, cercando di portare alla luce i propri valori nonostante le innumerevoli difficoltà. Anche il nuovo modo di fare calcio, tutto improntato sul business e su mercati economici border-line, è stato da loro inviso, appellandosi alla passione come motore vero del calcio e dello sport in genere.

Vivere un’amicizia all’insegna della condivisione di ideali sinceri è una rarità; Fidel e Diego possono insegnarci davvero tanto.

Adriano Conte

Riproduzione riservata

 

 

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