Un pareggio che fa morale, gioco a tratti avvolgente: ma quanto manca un centravanti…

Altra buona prestazione dopo Torino, ma nuovi rimpianti per il Napoli. Se contro la Juventus il buon gioco proposto dagli undici di Sarri è stato reso vano dal tiro di prima di Higuain che ha spento la partita, in Turchia il pareggio è più che utile in vista della qualificazione. Ma il rammarico c’è, inutile girarci intorno. Gli azzurri macinano gioco, la difesa sembra quasi impenetrabile – tranne la solita disattenzione che porta al rigore realizzato da Quaresma – ma è come se mancasse sempre quello spunto in grado di dare il colpo di grazia. L’assenza di un vero punto di riferimento in avanti si fa sentire, specialmente in una squadra che ora più che mai avrebbe bisogno che ci fosse qualcuno a finalizzare quanto di buono proposto.

GABBIADINI NON BASTA – Manolo costruisce una buona occasione nel primo tempo, ma è tutto lì. Sarà che non è un vero centravanti, sarà la difficoltà di giocare in un clima infernale come quello di Istanbul, ma alla distanza si spegne. Pochi tocchi riusciti per i compagni, poco movimento ma il fattore che più spaventa è la sua costante arrendevolezza, quasi come se non volesse combattere o come se non volesse nemmeno buttarla dentro con tutta la rabbia – che ci auspichiamo – abbia dentro. In attacco serve altro, un pizzico di cattiveria magari, che fino ad ora non c’è.

DIFFICILE SEGNARE – Anche gli esterni d’attacco, vuoi per un po’ di sfortuna, vuoi per poca concretezza, è difficile che la spediscano in rete. Se non segna Callejon e se Mertens non è in giornata di grazia la porta non si vede. I gol di Insigne mancano, ma senza l’appoggio di un attaccante per lui è davvero dura. Hamsik trova il jolly dalla distanza con un tiro da fuori area; proprio i tiri da fuori in questo momento potrebbero essere una buona soluzione, a patto che vengano realizzati con la giusta convinzione. Per il resto è solo buon gioco, fitta trama di passaggi e poca sostanza.marek

URGE UNA PUNTA – Nella speranza che Milik rientri al massimo, investire su un attaccante che possa fare la differenza è d’obbligo. Nemmeno spendere tanti milioni, ma solo puntellare un reparto che necessita di un riferimento, di qualcuno che faccia i giusti appoggi per i compagni e che si faccia trovare al posto giusto nel momento giusto. Soprattutto serve un centravanti che lotti, che faccia a sportellate e che dia il massimo non tanto per buttarla dentro ma almeno per guadagnarsi anche un pallone sporco da buttare verso la porta. Sia Sarri che Giuntoli lo sanno, non resta che aspettare gennaio.

Intanto un pareggio che è come una boccata d’ossigeno, una reazione tosta e anche un pizzico di rabbia. Con questo bel gioco non si può continuare a fare solo belle figure, perché questa squadra può dare tanto e con un attaccante forse le belle figure potrebbero trasformarsi in grandi vittorie.

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