shinystat spazio napoli calcio news I quindici minuti di terrore al San Paolo: "Scene da brividi, non andrò più allo stadio"

I quindici minuti di terrore al San Paolo: “Scene da brividi, non andrò più allo stadio”

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Quindici minuti di terrore, tensione, paura. Quindici minuti infiniti. È accaduto tutto sabato scorso poco dopo il fischio d’inizio di Napoli-Roma: stadio San Paolo, settore Distinti. Un uomo – Saverio Cirillo, 68 anni – si accascia per un malore e scoppia il panico. Urla e pianti durante quella che doveva essere una giornata di gioia. Un avvenimento improvviso terminato con la morte di un padre davanti agli occhi del figlio pochi istanti prima di raggiungere il vicino Ospedale San Paolo di Fuorigrotta.

Ma ciò che ha fatto scalpore non è tanto l’evento in sé – imponderabile e tragico – quanto la manifesta impreparazione dimostrata nei soccorsi. “Ero lì, una fila avanti il signore colpito da infarto, che mi è quasi crollato addosso, racconta a SpazioNapoli Mario De Rosa, tifoso testimone oculare di quanto avvenuto quattro giorni fa al San Paolo – subito dopo aver visto la scena ho chiamato gli steward presenti. Poco dopo è arrivato il personale infermieristico sfornito di ogni mezzo. Nessuna barella, né defibrillatori o altre apparecchiature. Questi ragazzi – per lo più giovani – sono andati nel panico e dopo alcuni minuti hanno caricato l’uomo prendendolo per le gambe e le braccia”.

“Alle ore 15.08 gli operatori presenti presso il punto soccorso dei distinti superiori venivano chiamati in causa per un intervento.Come da prassi, veniva avvisata anche la responsabile dott.ssa Maione che seguiva le operazioni dalla sala monitoraggio, tramite le videocamere presenti allo stadio, in diretto contatto (via radio) con gli operatori. Constatate le condizioni molto gravi del soggetto si decideva, come da prassi, di trasportarlo di peso in un luogo idoneo per evitare ulteriori perdite di tempo e consentire idoneo utilizzo del defibrillatore, senza attendere il telo per il trasporto e considerata l’impossibilità di utilizzo delle barelle sugli spalti”, la versione della SSC Napoli tramite un comunicato sul proprio sito.

Il problema non è il procedimento utilizzato, ma come è stato svolto. “Le scale laterali erano ad un passo, ma hanno scelto di trasportare l’uomo percorrendo quelle centrali. Scendendo hanno perso il controllo cadendo almeno 3-4 volte. Poi, dopo qualche altro minuto, è partita l’ambulanza per raggiungere l’ospedale più vicino”, sottolinea De Rosa. “Seguo il Napoli dai tempi di Maradona, ma non credo che andrò più allo stadio, almeno fino a quando non ci sarà un servizio decente. Un simile episodio sarebbe potuto capitare anche a me“, spiega avvilito.

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Una situazione non facile da gestire, ma a cui bisognerebbe sempre essere preparati. Da un lato la fatalità dell’evento, dall’altro i circa 10-15 minuti trascorsi prima di un vero e proprio soccorso. Ed in un periodo in cui si è a lungo discusso di stadio, restyling e di messa in sicurezza del San Paolo, questi “particolari”, non prettamente strutturali, ma organizzativi, dovrebbero far riflettere.

Andrea Gagliotti

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Si è parlato a lungo della messa in sicurezza dello stadio San Paolo

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