shinystat spazio napoli calcio news Lapadula sceglie il Milan, per gli azzurri più pro che contro. Ma sul mercato occorre avere un atteggiamento diverso

Lapadula sceglie il Milan, per gli azzurri più pro che contro. Ma sul mercato occorre avere un atteggiamento diverso


Colpi di scena, quelli non mancano mai. Il mercato, in estate, può tirare brutti scherzi e, una volta tanto, a subirli è il Napoli: sì, perché dopo settimane di dubbi ed incertezze, Gianluca Lapadula ha scelto la sua prossima destinazione. Dopo un campionato assolutamente eccezionale, il bomber ormai ex Pescara aveva diverse pretendenti: Juventus, Genoa, Napoli, le principali, con gli azzurri in netto vantaggio rispetto alla concorrenza ed ormai quasi sicuri di strappare il giocatore e regalarlo, giusto in tempo per Dimaro, a Maurizio Sarri. Ed invece no, colpo di scena, si diceva, di un Deus ex machina non previsto : una chiamata di Silvio Berlusconi, il Milan brucia tutti. È andata così: futuro rossonero per l’italo-peruviano, il Duomo preferito al Vesuvio. De gustibus, su quelli non si discute mai.

PIÙ PRO CHE CONTRO – Il “no” del giocatore può far male, non ci sono dubbi, soprattutto quando ormai la trattativa era data per fatta e i tifosi azzurri si apprestavano ad accogliere colui che ha stupito più di tutti nella scorsa Serie B. Eppure, il mancato arrivo di Lapadula nasconde, dietro di sé, più “pro” che “contro”. Anzitutto, le titubanze del giocatore: fino a che a Napoli ci sarà un certo Gonzalo Higuain, sarebbe da pazzi chiedere garanzie su un posto da titolare o un impiego comunque frequente: le qualità del Pipita, per la squadra e per il modo di giocare, non hanno eguali. Lapadula, da un certo punto di vista, aveva ed ha le sue giuste ragioni: l’età, non più giovanissima, la voglia di dimostrare di poter essere decisivo anche in A, in una piazza di primo livello. Ebbene, inutile girarci intorno, per il Napoli sarebbe stata una scommessa, nonostante le doti tecniche del ragazzo non si discutano: un anno buono in cadetteria non è, a scanso di equivoci, “abbastanza”, in Serie A ha ancora tutto da dimostrare. Tanti dubbi, non solo della piazza e degli addetti ai lavori. Profilo interessante, sicuramente, ma non troppo, dal momento in cui, a certi livelli, meglio puntare su chi può offrire certezze e non sarebbe alla sua “prima volta”: un nome su tutti, quello di Ciro Immobile, non solo napoletano ma attaccante che in A ha dimostrato di saper stare e, soprattutto, di poter dare il suo contributo anche in Champions League. Non si dimentichi poi Manolo Gabbiadini, che invece è più giovane e ha tutto per poter sfondare una volta per tutte. E se arrivasse Immobile e restasse anche Manolo? A questo Napoli, quanto sarebbe stato utile scommettere sul dieci ex Pescara? Buona fortuna a Lapadula, del resto: la sua è una sfida da vincere, ma forse sarebbe stato meglio andare in un ambiente che offre, oggi come oggi, determinate garanzie e non in uno tutto da ridimensionare come il Milan: il futuro della società da decidere, un rebus il futuro, anche prossimo, incertezze che non mancano sotto ogni punto di vista.
lapadula
UN ATTEGGIAMENTO DA CAMBIARE – Eppure, il Napoli, dopo il rifiuto del giocatore, dovrebbe fermarsi ed interrogarsi. L’atteggiamento degli azzurri, talvolta, non aiuta, almeno sul mercato. Temporeggiare, in certi casi, mostrarsi poco decisi o convinti, non andare subito spediti a conquistare la preda, può essere un azzardo troppo grosso. È già capitato in passato, ora il più classico dei ricorsi storici: il Napoli è una società giovane, sotto questo aspetto, e ogni anno un’esperienza non può far altro che aiutare gli azzurri a crescere sempre più. Ma occorre essere cinici, non solo in campo, ma soprattutto nelle trattative: non servono gli ultimatum, non servono estenuanti via vai, occorre decisione. Se va, va. Altrimenti amici come prima. Occorre maggior freddezza, più fatti e soprattutto meno chiacchiere: come ogni cosa, le trattative si chiudono sul campo, non bastano, giorno d’oggi, solo scambi di telefonate. Ancora una volta, unica cosa certa è che sul mercato, certezze, non ce ne sono.

GENNARO DONNARUMMA