shinystat spazio napoli calcio news Il Napoli e la cazzimma dell'ultimo sprint

Il Napoli e la cazzimma dell’ultimo sprint


Rush finale. In salita. Pedalando sotto una fitta pioggia di tensioni e responsabilità. Un ultimo sospiro pasquale prima di otto lunghissime giornate. Riuscirà l’inseguitore Napoli a piombare sul collo della capolista in fuga? Sarà così tenace la cannibale Juventus a “mantenere le mani sul manubrio” fino al taglio del traguardo? Gestione della pressione e delle energie fisiche, massima valorizzazione del proprio talento. Tanti i fattori che possono risultare determinanti. Ma saranno i portatori sani di “cazzimma” ad alzare i pugni al cielo.

Otto domeniche di passione, proprio nella stagione in cui le classiche gare del sabato santo sono cancellate dalla sosta. Le prime due in graduatoria sempre più a braccetto, con un parziale allungo sulla Roma. Impressionante la cavalcata bianconera dopo la partenza in sordina, condita dal nuovo record italiano di imbattibilità stabilito da Gigi Buffon nella gara di domenica scorsa. Il Napoli resta lì, aggrappato ad un sogno con la costanza del lavoro di Sarri, l’entusiasmo e un fuoriclasse come Higuain capace di sconvolgere ogni disegno prestabilito. La Juventus alla 30esima dello scorso anno aveva esattamente gli stessi punti recitati dalla classifica attuale. La Roma, seconda forza del campionato, era già in ritardo di ben 13 lunghezze dalla testa. Un dato che aiuta i più pretenziosi a comprendere la straordinarietà del cammino azzurro in questi sette mesi. Un enorme balzo, in ogni caso.

Tuttavia, dire che il Napoli non abbia scatenato le più recondite fantasie sa troppo di falso aplomb. Spodestato dalla vetta da una deviazione all’ultimo respiro, ha barcollato sì ma mai rischiando il tracollo indotto dai media. Si è rimesso in carreggiata con gli occhi famelici sull’obiettivo. L’orgoglio di una città che non molla è nella cazzimma di questi ragazzi, nella testardaggine di non volersi svegliare mai, anche con quel fastidioso driiiin nelle orecchie. Gli attributi di questo gruppo indiscutibilmente granitico sono pesati eccome anche nella sfida al Genoa. Come contro Chievo, Empoli e Sassuolo, l’episodio negativo (e diciamolo, un pizzico di superficialità) aveva reso indigesti anche questi 90 minuti. Sfido chiunque, anche la Vecchia Signora, a reagire puntualmente e con lo stesso impeto alle folate di vento contro le quali si è imbattuta la truppa sarriana negli ultimi mesi.

Risultato ancora una volta ribaltato con merito, facendo rotolare via il macigno di una Juve momentaneamente lontana sei punti. Affrontare il nervosismo con equilibrio e pazienza è un’impresa da titani e con lo scorrere dei minuti la possibilità di lasciarsi catturare dalla frenesia è un pericolo decisamente incombente. E’ vero che prevenire andrebbe coniugato prima di curare. E’ vero che la partenza ad handicap non corrisponde matematicamente ad un lieto fine e dunque andrebbe bandita dal San Paolo. Ma carattere e capacità di lottare fino in fondo sono alla base di qualsiasi team di successo. E in un finale ricco di colpi di scena è una qualità da non sottovalutare.

Equilibrio, rigore, tenuta mentale, attributi. Un frullato così salutare era lecito attenderselo dall’arbitro Rizzoli, uno dei migliori al mondo. E’ lecito, altresì, che tutta la categoria (non solo a livello europeo) rispetti questo splendido sprint finale tra le due migliori compagini italiane. Un rispetto reclamato ad intermittenza, difficile da attuare se gli stessi direttori di gara dimenticano di averne per il proprio lavoro. Un rigore dato o non dato o un fuorigioco millimetrico sono diatribe da bar dello sport. Perdere autorevolezza, assoggettarsi ad un mostro a due teste e chinare il capo, queste sì che sono colpe difficilmente espiabili. Questo sport deve tornare ad avere trasparenza e il gioco di ruoli non può essere sovvertito. La credibilità è l’asse portante del sistema e della sua stessa mercificazione. E’ bene tenerlo ben presente. I napoletani, intanto, gioiranno per qualsiasi epilogo perchè quei calciatori li hanno resi orgogliosi. E sapranno esultare, o quanto meno applaudire, anche se a vincere sarà semplicemente il calcio.

Ivan De Vita

Riproduzione riservata