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Cds: “Napoli, la forza dei titolarissimi”


Senza coppe, senza assillo di dover dosare energie preziose, sia fisiche che nervose, in vista del finale di campionato, a finire in panchina sarà proprio il turnover“. Questo il nocciolo del discorso analizzato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, che punta gli occhi sulle dieci gare che da qui al termine della stagione vedranno il Napoli provare ad attaccare il primato della Juventus nell’intento di cullare, sempre con maggiore forza e vigore, quel sogno scudetto tanto agognato. Il quotidiano romano non ha dubbi: la strada da percorrere è una ed una soltanto, quella dei titolarissimi, che da qui al termine della stagione saranno fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo.

Non si tratta di sminuire il lavoro e l’apporto dei gregari, che per quanto di lusso possano ritenersi vengono relegati, dal 20 settembre scorso, puntualmente in panchina. Da quel Napoli-Lazio, chiusasi con un netto e rotondo pokerissimo a favore dei partenopei, l’undici di Sarri è cambiato solo ed esclusivamente quando necessario. Rarissime, infatti, le eccezioni che hanno portato il tecnico toscano a mutare l’ossatura iniziale della squadra, che quasi come una filastrocca imparata a memoria, recita più o meno così: Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. Il Napoli ha insistito ed insisterà ancora su questo undici, sul quale sono state costruite le fortune di Sarri e della compagine partenopea.

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Ciò nonostante, però, non è affatto da sottovalutare l’impatto a gara in corso e la preziosa mano fornita dai vari Chiriches (non ultima la prestazione di sabato, svarione a parte), David Lopez (sempre diligente ed ordinato), Mertens e, seppur in minor parte, di Valdifiori e Gabbiadini. In attesa che anche gli acquisti del mercato di gennaio Regini e Grassi abbiano l’opportunità di mettersi in mostra, il Napoli viaggia a vele spiegate verso l’ultimo quarto di stagione, con la ferma convinzione che senza coppe, senza turnover e guardando ad una gara per volta, quel sogno possa prendere sempre più forma.