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Qualsiasi notte insonne sfocia in una nuova alba


Una deviazione. Una semplice e beffarda deviazione sul nostro sorprendente cammino. Gli imprevisti causano scivoloni, ma è il sale sparso lungo la strada che eviterà ulteriori capitomboli. All’Olimpico il Napoli si è presentato con la schiena dritta, malgrado il suo classico abito fosse un po’ stropicciato. La Juventus ha gioito su una congiuntura favorevole, un diamante rotolato davanti ai suoi piedi senza averlo mai cercato. Resti uno schiaffo isolato e non punitivo. Non è il momento di chinare la testa.

Gambe in spalla e mappa tra le dita. L’El Dorado è lontano ben 13 km, non basterà certo una notte insonne ad interrompere la nostra lunga traversata. E’ l’alba di un nuovo inizio, e non è la prima volta per la banda di Sarri. Le prime luci della stagione hanno accolto con grande scetticismo il cambio nella conduzione tecnica, tempestando di critiche l’operato societario nella sessione estiva. Una manciata di gare di assestamento e tutta la saggezza dell’uomo in tuta per accaparrarsi le simpatie del leader dello spogliatoio, quanto è bastato affinchè il Napoli spiccasse il volo. A spezzare le ali, ma solo momentaneamente, ci ha provato il Bologna di Donadoni, nella prima domenica da primato degli azzurri. Una sconfitta bruciante che ha risvegliato vecchi fantasmi, con un ostacolo mai fronteggiato prima: le vertigini da cime tempestose. Ma questo giocattolo ha basi solide, tanto entusiamo e la capacità di risollevarsi, fino a trasformare in consuetudine quella vetta traballante. A Torino è caduto per la terza volta. Ma non ha nessuna intenzione di mollare la croce.

Curioso pensare che in tutti gli snodi cruciali appena snocciolati la chiave di volta è stata l’Europa League. La Coppa spogliata della gloria del passato ha funzionato come panacea, con record di gol e vittorie che accrescevano l’autostima del gruppo anche nei periodi di penombra. Torna quest’oggi proprio in corrispondenza con un tormentato post-Juve. E mentre tutti discutono di turnover e raccolgono preferenze per snobbarla, io la considererei una grossa opportunità. Perchè il Villareal è avversario di tutto rispetto, il Madrigal uno stadio caliente e carico di adrenalina: quale migliore riavvio per dimostrare che nulla è stato sconvolto? Il Milan attende al varco e, molto più del big-match di sabato scorso, sarà il prossimo ventaglio di sfide a poter risultare decisivo. In questa prospettiva, urge un immediato segnale di riscatto per evitare eccessivi malumori.

Torino non ha creato contraccolpi, almeno stando alle dichiarazioni di Pepe Reina. Il Napoli ne è uscito con più conferme che timori. Si torna a rincorrere, magari con più rabbia e consapevolezza rispetto al passato. Ma poi chi è così sicuro dei benefici derivanti dall’essere in vetta? Pressioni e responsabilità pesano sulle spalle di chi detiene la leadership e, nei periodi più densi di impegni, lasciare la copertina a qualcun altro chissà che non si riveli salutare. Non è parso, invece, troppo salutare l’estenuante inseguimento della Juventus al primo posto. Straordinario nei numeri (solo due partite dal record di vittorie di tutti i tempi), ora inizia a manifestare tutti i suoi strascichi sul piano degli acciacchi fisici. Cuadrado e Alex Sandro affollano un’infermeria già gremita, dimostrando come sia prevedibile pagare dazio dopo cavalcate di una simile portata. E d’ora in poi si dovranno stringere i denti, tra gli intramezzi europei e le battaglie nei campi di provincia contro squadre affamate di punti. La corsa al titolo ha sempre premiato chi si distingue per resistenza e testardaggine, non la vincente di uno scontro diretto all’88’.

Ripartire senza guardarsi indietro, con coraggio ed un pizzico di follia. Gli ingredienti sbandierati alla vigilia e forse gli unici assenti nel Napoli autorevole andato in scena allo Stadium. Poco importa, perchè questa squadra non ha più paura. E i tremila cuori azzurri accorsi a ringraziare i propri beniamini a Capodichino hanno voluto esaltare questo cambio di registro. Un guizzo di innovazione e maturità per un amore profondo ma troppo spesso istintivo. Il Napoli deve rialzarsi non solo per la convinzione nelle sue potenzialità, ma anche per onorare questa restaurata sinergia con i suoi tifosi. Un punto di svantaggio è già stato azzerato. Inseguire insieme dimezzerà la fatica.

Ivan De Vita

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