Napoli, è ora di costruire in casa i propri Rugani e Romagnoli: ADL è davvero pronto a credere nei giovani?

Scugnizzeria: è un termine trito e ritrito in ambito calcistico, specialmente associato al Napoli. Si tratta infatti della Primavera della squadra azzurra, una formazione non di altissimo profilo in ambito giovanile. Il nome è quasi un sinonimo della voglia di riscatto dell’ambiente partenopeo, specialmente quello dei ragazzi, spesso associato alla criminalità organizzata. In realtà un progetto su ampia scala, che riguardi tutti, ma proprio tutti, i giovani del napoletano non è mai stato veramente messo in atto. La frase di De Laurentiis, rilasciata a KKN, è emblematica: “Offro 28 mln alla Roma per Romagnoli ma ne ricavo un rifiuto e capita così anche per Rugani”. La verità è che i Romagnoli e i Rugani, il Napoli, non è quasi mai riuscito a costruirli tra le mura amiche. Allora sorge spontaneo chiedersi perché la Juventus dovrebbe dare via uno dei suoi migliori prospetti e perché mai la Roma dovrebbe fare altrettanto per meno di 30 milioni.

Il mercato ha confermato poi la tendenza che il made in Italy costa caro: Darmian ha preso la via di Manchester per 20 milioni, Bertolacci è andato per la stessa cifra al Milan, che ha investito oltre 30 milioni per accaparrarsi anche il sovracitato Romagnoli. E’ il momento, dunque, di creare la tanto agognata cantera: negli ultimi anni in pochi sono emersi dal settore giovanile del Napoli. Il solo Insigne ha portato in alto il nome del vivaio azzurro. Qualcosa è cambiato con gli arrivi in Serie A di Sepe (in prestito alla Fiorentina), Maiello (Empoli) e Dezi, prodotti della scugnizzeria che hanno dovuto affrontare tanta gavetta prima del grande salto. Resta comunque poco. La verità è che il Napoli non è mai riuscito a costruire un centro per accogliere i giovani: una Academy nello stile delle squadre inglesi sarebbe utilissima. Un modello su tutti il Chelsea, che ha vinto l’ultima Youth League mettendo in vetrina i vari Loftus-Cheek, Aina, Solanke e Brown. A Napoli, però, le strutture sono ancora di basso livello, basti pensare che la Primavera è costretta a giocare le proprie partite a Sant’Antimo.

La sensazione è poi che i giovani della scugnizzeria, una volta lasciata la base per farsi le ossa in prestito, siano abbandonati a loro stessi, non tutelati dalla società. La dirigenza non dimostra di credere ai suoi prodotti: i casi più lampanti sono quelli di Izzo, perso alle buste con l’Avellino lo scorso anno, e Maiello, lasciato andare per 60 mila euro e poi riportato a Napoli per oltre un milione.

Qualcosa, però, potrebbe presto cambiare. De Laurentiis proprio oggi ha infatti espresso la propria volontà di creare una vera “cittadella” del calcio. “Vogliamo potenziare il settore giovanile. Ho parlato con tre Sindaci per una cittadella del calcio giovanile, con le tre squadre della cantera, le scuole, l’alberghetto per gli stranieri, i campi, palestre, piscine e molto altro” ha dichiarato sulle ali dell’entusiasmo. Un progetto in cui confluiscano tutti i giovani partenopei. Se ciò fosse stato realizzato in passato, forse un talento cristallino come Daniele Verde non sarebbe stato di proprietà della Roma.

Nasce, o nascerà, una nuova era per il settore giovanile azzurro. Scugnizzeria non solo a parole, ma anche di fatto. Toccherà a De Laurentiis trasformare le parole in azioni.

Vittorio Perrone
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