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Addii sofferti e qualche rimpianto, tanti ex azzurri stasera all’Olimpico di Torino

Déjà vu, la sensazione coinvolgente che assale quando ad affrontare i partenopei è il Torino di Giampiero Ventura. Proprio il tecnico di origini liguri, fresco reduce dall’impresa del San Mamès (il Torino è stata la prima squadra italiana nella storia ad espugnare la Catedràl basca), capeggia la folta truppa di ex azzurri tra le fila granata. Prima scelta nel progetto di Aurelio De Laurentiis  plasmato da Pierpaolo Marino. Pronto a puntare a scatola chiusa in quel nuovo Napoli risorto dalle ceneri nell’estate del 2004. Dal raduno sui generis fino all’esordio con il Cittadella, passando per le amare sfide con Chieti e Fermana. Sei mesi volati via, colmi di rimpianti per un tecnico dalla grandissima capacità e preparazione, che ha forse in carriera raccolto meno di quanto avrebbe potuto e meritato, e che in azzurro sperava nel grande salto, anche dalla terza serie, dieci anni orsono.

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Rimpianti come quelli che hanno contraddistinto la flebile avventura di Fabio Quagliarella alle pendici del Vesuvio. Auspici di grandezza e un sogno che si avvera racchiusi in poco più di un anno solare. Trentasette presenze e undici reti prima di approdare alla Juventus, a corredo di un addio figlio di motivazioni tecniche e ambientali ma che ha lasciato una ferita ampia nel petto di una piazza che l’aveva amato visceralmente.

Per Amauri il San Paolo ha rappresentato il prologo, al Verona il primo goal in Serie A in un 2-0 dove ironia della sorte il primo marcatore fu Fabio Pecchia, vice di Rafa Benitez e che al Toro ha disputato una stagione. Esordio in massima serie e prima rete, fotografie indelebili che l’italo brasiliano porta nel cuore, preziosi ricordi che lo legano indissolubilmente alla maglia partenopea, come sempre rimarcato dall’ex attaccante di Parma e Fiorentina.

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Ex, ma non del tutto, è Omar El Kaddouri, ancora di proprietà del Napoli e che all’ombra della Mole sembra aver trovato la completa consacrazione, un rendimento fatto di continuità in campionato, esaltandosi nella galoppata europea dei granata. Per il nuovo Zizou, parole di Corioni ai tempi di Brescia, in estate si giungerà alla decisione definitiva. Tra ricordi, conti più o meno in sospeso e qualche rimpianto, Torino-Napoli porta in dote un bel bagaglio di amarcord. Tra spunti tecnici e rincorse in classifica, il calcio è anche, e soprattutto, questo.

Edoardo Brancaccio