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Porta stregata per Callejon, lo spagnolo alla spasmodica ricerca del gol

“When you try your best, but you don’t succeed“. Cantano i Coldplay nella loro celebre hit “Fix you”. In effetti, ci ha provato in tutti i modi Calleti ma il pallone proprio non ha voluto saperne di oltrepassare la linea della porta difesa da Hakan Arikan. Si può riassumere in un one to one tra Callejon e il portiere del Trabzonspor buona parte della gara giocata giovedì sera al San Paolo. Tanti volti distesi dopo il fischio finale, soddisfatti per il passaggio del turno e per la terza vittoria consecutiva tra campionato e coppa. Sorrideva anche Josè Maria, di un sorriso certamente meno gaudioso rispetto ai compagni.

L’impegno non è mancato. Lo spagnolo si è reso protagonista di una buona prova contro la compagine turca; lanciato dal primo minuto, l’ex Real ha lasciato subito l’impronta nella gara, contribuendo all’azione che ha generato il gol del vantaggio azzurro firmato da De Guzman. Esultanza anche per Callejon, ma è sembrato palese che mancasse qualcosa.

Per i restanti 76 minuti la sua partita è stata la ricerca di quel qualcosa. Nulla di trascendentale o di metafisico: molto materialmente, il gol. Marchio di fabbrica della prima annata italiana di Callejon, nella stagione corrente fatica ad arrivare con la consueta continuità. Dopo la gara con il Cesena (datata ormai 6 gennaio), la porta degli avversari sembra letteralmente stregata per lui. Di partite ne sono trascorse 11 e tra un po’ di sfortuna, l’imprecisione e l’esplosione di Gabbiadini, la via della rete è diventata via via sempre di più una chimera

Nella notte del San Paolo questo demone ha assunto i precisi connotati di Hakan Arikan, estremo difensore del Trabzonspor. Il turco si è opposto numerose volte alle soluzioni offensive dell’attaccante azzurro, in particolare nel secondo tempo dove ha ingaggiato una vera e propria sfida personale con il napoletano. Come se non bastasse, al 71′ della ripresa ci si è messo anche il palo a negare al delantero partenopeo la gioia del gol.

Il Cavaliere triste, così come viene affettuosamente soprannominato, è ormai divenuto anche errante. Ha bisogno di ritrovare se stesso in completezza. Per riuscirci, tornare a bucare la porta avversaria appare uno step fondamentale. La dedizione non è mancata, soprattutto nelle ultime uscite a discapito di altre nelle quali è apparso un filo troppo lascivo. Domenica la sfida contro il Torino, un’occasione ghiotta che Callejon non è intenzionato a farsi scappare. Benitez (e Gabbiadini) permettendo.

Antonio Allard (Twitter: @antonioallard1)

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