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La vendetta furiosa contro i turchi, l’esperto: “È cambiato qualcosa nel panorama del tifo violento”

Vendetta, tremenda vendetta. Se l’erano legata al dito l’accoglienza turca a Trebisonda, alcuni “tifosi” del Napoli. Lanci di pietre, bottiglie e accendini verso il settore ospiti, nella gara d’andata: facile intuire che al ritorno ci sarebbe stato qualche imbecille che avrebbe voluto vendicarsi. E così è stato.

PIANO QUESTURA OK – A Via Medina l’avevano preventivato, e tutto sommato ha funzionato il piano preparato in questura nelle scorse settimane. Qualche ferito c’è stato, compresa una truppa Endemol che a Fuorigrotta è stata presa di mira nei pressi della Rai. Ma il bilancio può essere considerato sicuramente positivo, soprattutto considerando quello che è successo durante e dopo la partita. Continue provocazioni dei turchi, fino al consueto minuto 61, quando i tifosi del Trabzonspor hanno accesso decine di fumogeni per festeggiare come sempre la liberazione della città dall’Impero Bizantino e la conquista degli Ottomani. Alcuni di quei fumogeni sono stati lanciati verso la curva A, la cui risposta è stata immediata e rumorosa: tanti petardi e fumogeni hanno oltrepassato la rete di recinzione del settore ospiti e hanno quasi fatto prendere fuoco alla bandiera della Turchia che campeggiava sui sediolini vuoti. In quel momento sono state fatte entrare le forze dell’ordine in assetto anti sommossa, che hanno riportato la calma – i turchi avevano iniziato a distruggere i sediolini dello stadio – senza effettuare cariche.

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POST PARTITA AGITATO – Diversa invece la situazione al termine della gara, quando alcuni soggetti hanno provato ad assaltare il settore ospiti dall’esterno: i poliziotti sono stati costretti ad intervenire, lanciando lacrimogeni e respingendo con la forza l’attacco dei napoletani. Scene che da tempo non si vivevano a Fuorigrotta. Una recrudescenza della violenza da stadio di cui non si sentiva proprio il bisogno, e per certi versi preoccupante. L’edizione odierna de Il Mattino riporta le parole di una fonte qualificata della Questura, che da anni segue le dinamiche del tifo violento: “Oggi gli ultras delle Curve vivono, facendo le debite proporzioni, lo stesso marasma nel quale si trovano gli affiliati ai clan di camorra. Siamo cioè di fronte a una realtà profondamente frammentata e poco gerarchizzata: il che lascia spazio a iniziative anche violente, ma non preordinate”, e quindi più difficili da prevenire. Cani sciolti che non rispondono più a nessuna gerarchia. “Gruppuscoli e schegge impazzite”, li chiama Il Mattino. E non lasciano dormire sonni tranquilli.

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Vincenzo Balzano

Twitter: @VinBalzano