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Il Catania perde in rimonta tra le mura amiche, ecco il bellissimo gesto di Emanuele Calaiò

Quando l’essenza vera e pura dello sport si palesa sotto gli occhi di tutti fa scalpore, in netta contrapposizione con un calcio moderno che ai giorni d’oggi ci ha abituato a scene che hanno poco a che fare con i valori più profondi di quella grande passione che tutti amiamo. Eppure, c’è ancora qualcosa, qualcuno, che porta in alto il suo credo, che tiene ben saldo l’indissolubile legame tra squadra e tifosi, interpretando al massimo il suo ruolo e l’importanza di chi fa sacrifici per seguire la propria squadra del cuore.

Emanuele Calaiò non è nuovo a gesti semplici ma importanti: una vita nel calcio, da quello polveroso di periferia a quello blasonato della serie A. L’arciere, chiamato così per la sua inconfondibile esultanza, si è sempre contraddistinto per la grandissima umiltà e l’attaccamento alle maglie che ha indossato nella sua lunga carriera, pur avendone cambiate tante ma rispettando sempre il progetto, la città e le tifoserie che lo hanno accolto. Dopo la fine delle avventure tra Napoli e Genoa, ha deciso di accettare la bella proposta del Catania  in serie B. Tanto spazio e fiducia per lui ed un futuro importante, con una squadra programmata per fare bene, anche benissimo. Eppure qualcosa va storto: soltanto 28 punti in 28 giornate ed una posizione di classifica alquanto disastrosa, in zona rossa. Ma è lui a trascinare i compagni, con ben 14 reti già all’attivo, capocannoniere della cadetteria in condominio con il compagno di squadra Maniero, Castaldo dell’Avellino e Granoche del Modena.

Oggi, l’ennesimo passo falso, che tra le mura amiche fa ancora più male: ko subito in rimonta per mano del Frosinone, sempre più proiettato per i play off. Non sono queste le gare da vincere per un team che lotta per la salvezza, direbbe qualcuno, ma il Catania questo match ce l’aveva in pugno. La delusione dei tifosi ma ancor più di una squadra che ad inizio anno voleva essere protagonista. Proprio lui, Calaiò, al termine della gara è andato sotto la curva per scusarsi con i suoi tifosi, ancora una volta amareggiati per una stagione che potrebbe tramutarsi in un vero incubo. Un bellissimo gesto, ancor più avvalorato da un dato significativo: l’arciere oggi non è sceso in campo, ha assistito al match dalla panchina. Nessuna responsabilità per il ko ma in fondo, un leader fa anche questo: ci mette la faccia, il cuore, l’anima, nel bene e nel male. Un grande plauso all’ex attaccante del Napoli ed onore e merito per il suo comportamento. Ce ne fossero di più di campioni così…