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Sepe si racconta: “La famiglia la mia arma in più. Il mio sogno? Essere un giocatore del Napoli e non un semplice giovane”

Luigi Sepe, portiere dell’Empoli di proprietà del Napoli, si racconta in un’intervista al Corriere dello Sport. Il rinnovo in azzurro – come annunciato ieri sera dalla moglie (CLICCA QUI) è ormai imminente – e lui sogna di rigiocare nella sua città già dall’anno prossimo…

Esperienze – “In questi anno ho raccolto un bagaglio importante, a 23 mi sento già maturo. Due anni in Lega Pro e uno in serie B, mi hanno reso pronto per la A. Ho una moglie e due bambini piccoli e questo mi aiuta. La famiglia ti dà serenità e te la porti dietro, anche in campo”. 

Pisa – “Il primo anno in prestito è stato molto difficile. Sono andato via da Napoli da giovane promessa, in Serie C giocavo poco. Il primo giorno di ritiro ho pianto. Ero in camera con Obodo (il fratello), lui pregava ed io piangevo. Non conosceva l’italiano e avevamo difficoltà nel comunicare. Volevo andare via subito”.

“Idolo dell’infanzia? Peruzzi. Il più forte? Buffon. La reattività? Quella di Gillet. Nelle uscite alte io. Giovane promettente? Sportiello. Personalità? Vorrei quella di… Sepe. Sì, mi tengo la mia. De Sanctis? Portiere eccezionale, ha grinta e voglia, è di livello assoluto.

Grande sogno? Ritornare a Napoli dove sono cresciuto, spero di diventare un giocatore del Napoli, non solo un giovane del Napoli”.