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Prosegue il digiuno, Calletì non ci sta. Un gol che manca da troppo, ma la strada è quella giusta

Se c’è qualcosa che l’ha sempre contraddistinto, dal suo arrivo a Napoli al termine della prima stagione in maglia azzurra, è il fiuto del gol. Bomber innato, incantatore e protagonista di innumerevoli capolavori: è questo Josè Maria Callejon, che si dipinge addosso le vesti del protagonista anche nel nuovo anno partenopeo. Un inizio di stagione scoppiettante, che gli concede il titolo di capocannoniere e lo consacra idolo della folla per la seconda annata azzurra. Palermo, Sassuolo, Torino, Inter e Verona, 5 gare di fila firmate dal bomber di razza, poi un digiuno lungo 6 giornate.

Nervoso, sprecone e a tratti svogliato, era apparso così negli ultimi mesi dell’anno passato, una luce in volto che sembrava spegnersi nel corso del tempo, fino alla prima uscita del 2015, che regala il successo agli azzurri sul terreno del Manuzzi. Un’iniezione di fiducia, che restituisce a Josè quella forza che sembrava aver lasciato in Spagna dopo la convocazione e l’esordio con la maglia della sua nazionale. La consapevolezza di poter perdere il posto fisso per cederlo al nuovo arrivato Gabbiadini e la responsabilità di vestire ancora i panni del leader sono le due chiavi di svolta che avrebbero dovuto restituire alla sua stagione quella brillantezza che l’ha contraddistinto in precedenza. La reazione dello spagnolo mostra invece il suo lato debole: il timore di non meritarsi più la stima di quel tecnico che l’ha sempre acclamato e di perdere la fiducia della piazza incarta completamente lo spagnolo, che inciampa in un percorso fatto di alto e bassi.

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Il gesto di stizza contro l’Inter a riassumere il momento poco lucido dello spagnolo, che continua a non trovare la via del gol. Benitez lo sacrifica per un Gabbiadini troppo in forma per restare in panchina, ma nemmeno il turno di stop restituisce a Calletì la prontezza e la giusta dose di serenità per ricondurlo sulla buona strada. Una prestazione niente male contro il Sassuolo dell’ex Cannavaro, in cui è costretto a invertirsi continuamente con l’ultimo arrivato. Spicca sulla corsia destra, come suo solito, ma ancora una volta spreca davanti alla porta: lo fa, in particolar modo, a 3’ dal termine, con una diagonale che sfiora il palo e finisce fuori. Porta stregata e ancora inviolata. Scuote la testa Callejon, tra gli applausi del “San Paolo” che lo accompagnano in panchina: prosegue l’astinenza, ma le carte sono tutte in regola per tornare a punire gli avversari.

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Francesca Di Vito
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