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Napoli da manuale del contropiede, da Rafael ad Higuain solo tre tocchi per andare in rete

La bellezza sta nelle cose semplici. Nella vita, come nel calcio. La bellezza del tiki taka ha incantato le ultime generazioni, la velocità nella gestione della palla, la vicinanza tra gli interpreti. Il calcio tipicamente spagnolo, quello importato da Rafa Benitez a Napoli, a detta della maggioranza. Ma forse, in fondo, poi non è così. Gli azzurri lo dimostrano al Manuzzi, quando al terzo tocco di un’azione la palla finisce in rete. Il Napoli, protagonista indiscusso della manovre del contropiede, ha racchiuso l’arte in una meraviglia sfuggente.

Da Rafael ad Higuain, passando per i piedi fatati di Hamsik. La palla parte dalla linea di porta, un tocco lungo del brasiliano che arriva a metà campo e, come d’incanto, serve il capitano. La lucidità, mista a quel talento da qualcuno a sprazzi criticato e offuscato, basta allo slovacco per illuminare la mente. Un colpo preciso, che si tramuta in un assist al bacio per la prima punta azzurra. Gonzalo Higuain mette il turbo, ruba il tempo all’avversario e si fionda sulla palla. Davanti all’argentino la possibilità di gonfiare nuovamente la rete e raddoppiare il vantaggio. Detto, fatto. Smarca e tira, con la semplicità di cui qualsiasi manuale dovrebbe far tesoro.

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Rapidità. Intelligenza. Tecnica. Astuzia. Classe. Non manca niente alla ripartenza azzurra che, contro l’avversario forse più facile, sfodera una delle prestazioni migliori della stagione. È solo l’inizio dell’idillio: fatevi avanti signori, sono aperte le danze.

Francesca DI Vito
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