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Telenovela infinita. Indiscrezioni, aneddoti, false notizie, proiezioni, follie. C’era una volta una francese, una russa e…un napoletano diretto a Milano. Un’autentica barzelletta da scuole elementari, scaturita da voci latenti e qualche incontro galeotto.  Da qui ad inscenarne una commedia teatrale ne passa un bel po’, ma è proprio in questo scarto che si intrufolano i soliti media italiani. Ormai chiunque, anche la portinaia sotto casa, può arrogarsi il diritto di pubblicare novità sul flirt tra il Ezequiel Lavezzi e l’Inter, sul Psg terzo incomodo, sull’amore platonico dell’Anzhi.  Il campionato è agli sgoccioli e si sa benissimo quali siano le priorità di stampa e tv, un affare di mercato così gustoso va spremuto perbene. Tutto ciò trascurando impietosi lo stato d’animo dei tifosi partenopei, costretti a vivere un finale di stagione al cardiopalma in una sorta di vuoto gravitazionale. Il proprio idolo con la valigia in mano ancora semichiusa, in attesa di infilarci o meno i suoi due ultimi traguardi in maglia azzurra.

TRATTATIVA. Oggi giornata interlocutoria. Il mistero continua ad aleggiare intorno al fuoriclasse argentino il quale, dato il delicatissimo momento per gli obiettivi del Napoli, non rilascia alcuna dichiarazione. Il suo agente Alejandro Mazzoni, attraverso Radio Crc, ammette il blitz a Milano nel giorno in cui il Pocho non è andato in campo con il Lecce ma “senza incontrare Moratti. Non ha mai pensato di lasciare Napoli”. In realtà, Lavezzi e il club di via Turati sono d’accordo su tutto. Il problema è il Napoli: i nerazzurri offrono soldi e giocatori (Pandev, Pazzini e Ranocchia in prima fila), ma così non si chiude. E allora, ecco che tornano alla carica il Psg e ancora i russi dell’Anzhi. E che hanno dalla loro l’offerta in contanti per la clausola. Ma sembra che nulla può essere chiarito prima del 21 maggio.

LE RICHIESTE DEL POCHO. Intanto dalle pagine del Mattino sono trapelate indiscrezioni provenienti dallo staff dell’argentino che delineano una soluzione finora parsa inverosimile: Lavezzi sarebbe pronto a restare ma chiede 1 milione all’anno in più. E di poter gestire in proprio i diritti d’immagine. Quest’ultima condizione sarà difficile da accontentare. Il patron De Laurentiis ha sempre mostrato il pugno fermo su questo aspetto, non lasciandosi mai sfuggire la gestione collettiva dei diritti sull’intera rosa. Diktat che ha provocato già numerose diatribe, basti ricordare il tira e molla negli acquisti di Dossena e Inler.

INGAGGIO. Il Napoli, però, potrebbe dire di sì alle richieste economiche, offrendogli un contratto a rendimento, il cui compenso sia legato alle presenze e ai risultati in campionato e in Europa. Ma qui scatta l’altro annoso vincolo imposto dalla società, il tetto stipendi. Consolidarlo intorno agli attuali 2 milioni di euro favorirebbe un bilancio virtuoso, tuttavia si rischierebbe in tal modo di lasciar affondare nelle acque plurimiliardarie del mercato molte pietre preziose di colore azzurro. Se invece si intende sforare il limite massimo per assecondare le voglie del Pocho, gli altri gioielli si sentirebbero autorizzati a bussare alla porta del club. In primis Edinson Cavani, pronto a ridiscutere l’aumento dello stipendio in nome delle sue prestazioni in campo e delle rilevanti offerte di mercato nelle quali è coinvolto. Edi ha tra i suoi principali estimatori soprattutto il Real Madrid, pronto a ricoprirlo d’oro. Oggi la stampa inglese ha anche rivelato le avances del Manchester City: 40 milioni di euro al Napoli (più Adebayor) e circa 10 milioni d’ingaggio al Matador. Cifre ineguagliabili, una cannonata al nostro castello di certezze. De Laurentiis finora ha tenuto botta puntando ad un costo del cartellino particolarmente esoso. Ma conta anche la gratificazione dei propri calciatori, in termini economici e programmatici. Per far fronte ad entrambe le esigenze occorre mettere mano al portafoglio.

Fonte: Il Mattino

Articolo modificato 11 Mag 2012 - 23:58