Antonio Conte ha già scelto: se la FIGC lo chiamasse per sostituire Gattuso, allora il mister rifiuterebbe. Il tecnico del Napoli non intende abbandonare il progetto azzurro prima della scadenza contrattuale. Di seguito i dettagli e il punto de ‘Il Mattino’.
Conte rifiuta la Nazionale: il rispetto verso De Laurentiis
La FIGC sta cercando il successore di Gennaro Gattuso dopo il fallimento con la Bosnia e la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.
Antonio Conte figura tra i candidati principali per il ruolo di commissario tecnico. Secondo ‘Il Mattino’, il tecnico leccese ha già deciso la sua posizione:
“dovesse arrivare l’offerta della Figc, ne resterebbe assai lusingato. Ma alla fine direbbe di no, proprio perché vuole rispettare il terzo anno di contratto al Napoli”.

La motivazione è cristallina. Conte considera prioritario completare il ciclo iniziato con gli azzurri senza compromessi.
Il rapporto con Aurelio De Laurentiis rappresenta un ulteriore ostacolo. Il presidente ha già dimostrato di non scendere a compromessi sul tema allenatori: la vicenda Spalletti ha insegnato quanto sia complicato negoziare con la dirigenza partenopea.
Liberare Conte dalla panchina del Napoli comporterebbe una battaglia legale e economica che il tecnico non intende affrontare, specialmente quando il suo contratto prevede ancora dodici mesi di impegno.
Napoli: il terzo anno non è negoziabile per Conte
Quale valore attribuisce Conte al completamento del suo progetto al Napoli? Massimo. Il tecnico ha costruito un ciclo triennale e intende portarlo a termine, indipendentemente dalle sirene della Nazionale. Questo non è un dettaglio minore, ma una scelta strategica consapevole.
Conte conosce il valore di una continuità progettuale. Non accetterà distrazioni esterne, nemmeno dalla massima selezione italiana. La sua posizione chiude praticamente ogni discussione sulla sua eventuale candidatura al ruolo di commissario tecnico.
Nonostante il prestigio dell’incarico e la possibilità di guidare di nuovo l’Italia dopo il biennio 2014-2016, il tecnico leccese ha anteposto gli impegni contrattuali e la lealtà verso De Laurentiis. La FIGC dovrà dunque cerccare soluzioni alternative per il dopo-Gattuso, escludendo definitivamente uno dei profili più esperti e vincenti del calcio italiano.
