Khvicha Kvaratskhelia corre diversamente al PSG rispetto a Napoli. Fabio Capello analizza la metamorfosi dell’esterno georgiano: Luis Enrique ha estratto qualità che gli azzurri non erano riusciti a sviluppare pienamente durante la permanenza in Serie A.
Kvaratskhelia a Napoli: il talento grezzo senza impegno difensivo
Nel primo anno al Napoli, l’esterno georgiano rappresentava un’arma offensiva devastante negli ultimi trenta metri. Gli avversari non riuscivano a contenerlo quando aveva voglia di giocare. Ma la costanza era il vero problema. La difesa era facoltativa: se Kvaratskhelia decideva di rientrare, lo faceva; se preferiva restare in attacco, nessuno lo obbligava. Capello sottolinea come il georgiano si muovesse con una certa lentezza nei compiti difensivi, rendendo il suo apporto tattico incompleto.
“Al Napoli Kvaratskhelia non tornava e non correva, giocava in avanti ed era imprendibile negli ultimi trenta metri, ma se aveva voglia difendeva, se no no. Si muoveva con una certa lentezza. Al PSG è generoso, cosa che a Napoli non era. Al primo anno al PSG giocava e non giocava, invece adesso è diventato un titolare importante”.
