De Laurentiis torna sotto processo per falso in bilancio: la prima udienza romana ha rivelato un vizio procedurale che potrebbe azzerare tutto.
De Laurentiis e il Napoli: l’eccezione che blocca il processo
La difesa della SSC Napoli, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Contrada, ha sollevato un’eccezione decisiva durante la prima udienza davanti alla nona sezione collegiale del Tribunale di Roma. L’avvocato ha contestato la nullità assoluta del decreto giudiziario per mancata notifica. Secondo quanto riporta Il Mattino, la richiesta della difesa è stata ritenuta fondata dal giudice. La conseguenza è radicale: il procedimento potrebbe tornare nelle mani del GUP, con una nuova udienza preliminare e il ricominciare da capo dell’intero processo.
L’imputazione riguarda i bilanci del 2019, 2020 e 2021, con la Procura di Roma che ha contestato al presidente il reato di falso in bilancio in relazione ai trasferimenti di Victor Osimhen e Kostas Manolas. La prossima udienza è fissata per il 20 maggio 2026, quando il PM Lorenzo Del Giudice dovrà rispondere nel merito alla richiesta della SSC Napoli. Se confermata, l’eccezione stravolgerebbe completamente la gestione del caso.

Cosa rischia sportivamente il Napoli dal processo?
Nulla dal punto di vista federale. Il club e De Laurentiis sono già stati assolti dalla giustizia sportiva. Questo processo li vede imputati esclusivamente dinanzi alla giustizia ordinaria, non davanti agli organi della Federcalcio. La sentenza sportiva, già emessa a loro favore, rimane indipendente dall’esito della vicenda penale.
Il ricorso alla nullità del decreto rappresenta una mossa tattica che potrebbe prolungare significativamente i tempi processuali. Se accolta in via definitiva, porterebbe a una ripartenza completa dell’istruttoria. Il Napoli continuerà le sue attività ordinarie senza alcun vincolo derivante da questa controversia legale, mentre De Laurentiis affronterà un processo che, almeno formalmente, ricomincia dal 20 maggio 2026.
