Le dichiarazioni di Pierpaolo Marino a “Il Bello del Calcio” aprono un dibattito quanto mai attuale sull’equilibrio del Napoli e sulle scelte tecniche che stanno caratterizzando questa fase finale della stagione. Il dirigente ha sottolineato l’impatto non così incisivo di Kevin De Bruyne, oltre che di alcune criticità nella gestione degli uomini e dei ruoli, evidenziando come alcuni schieramenti possano influire in maniera significativa sulle prestazioni complessive della squadra.
Le scelte tattiche e il peso dei singoli
Secondo Marino, l’utilizzo di Alisson Santos al posto di uno dei cosiddetti “Fab Four” ha rappresentato un segnale chiaro: il Napoli sta ancora cercando la quadra definitiva con più uomini a disposizione. In questo contesto, emerge anche il caso di Scott McTominay, che fuori dalla sua posizione naturale, come successo nei primi 56 minuti di Parma, sembra perdere incisività, dimostrando quanto il sistema di gioco incida sul rendimento individuale.
Allo stesso tempo, Marino evidenzia come sia difficile giustificare la presenza in panchina di un giocatore capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica come Alisson. La gestione di Kevin De Bruyne resta un altro nodo centrale: dopo un periodo in cui i problemi fisici sembravano superati, l’attenzione torna alta e impone nuove riflessioni, sia sul piano tattico che su quello della continuità fisica, visto che il belga sembra ben lontano dalla sua miglior condizione. Queste le parole di Marino:
“Io dico dall’inizio che De Bruyne in questa squadra è stato condizionante, il Napoli che ha approcciato con Alisson al posto di uno dei Fab Four ci ha dimostrato che McTominay tolto da quella posizione non è determinante, il Napoli ha bisogno di un giocatore che salta l’uomo ed è un delitto avere Alisson in panchina. Il problema di De Bruyne con l’infortunio si era attenuato ma ora ci sono riflessioni da fare.”
