Per battere il Milan e conquistare il secondo posto in classifica, Antonio Conte avrà bisogno del sostegno di tutti. L’allenatore azzurro chiederà il massimo ai suoi, specie a Rasmus Hojlund. Il danese è un fattore chiave per questa squadra, un elemento oramai imprescindibile. L’ex Atalanta non ha mai battuto ‘il Diavolo’ in Serie A e vuole sfatare questo tabù. Tuttavia, la mancata qualificazione al Mondiale con la Danimarca pesa e non poco.
Hojlund contro il Milan: il tabù che pesa
Il record di Rasmus Hojlund contro il Diavolo racconta una storia di fallimenti. In Serie A, l’attaccante danese ha affrontato il Milan due volte e ha perso entrambe le sfide. La prima sconfitta risale al periodo in cui indossava la maglia dell’Atalanta, in trasferta a San Siro. La seconda, più recente, è arrivata all’andata di questa stagione con il Napoli, sempre lontano da casa. Non è una questione di capacità, ma di circostanze che si sono ripetute proprio nei momenti cruciali della stagione.
Contro il Milan, il danese ha l’occasione di invertire una tendenza che lo perseguita. Gli azzurri inseguono il secondo posto e ogni punto conta nella lotta alle posizioni di vertice. Hojlund ha già dimostrato di saper brillare nei big match: nella semifinale di Supercoppa a Riad ha trascinato il Napoli con un assist per Neres e il gol del 2-0 finale, confermandosi dominatore assoluto quando serve.

Dalla Danimarca a Napoli: la delusione deve diventare fame di riscatto
La prestazione a Riad ha svelato il valore reale di Hojlund nei momenti che contano. Ha messo in mostra velocità, precisione negli ultimi venti metri e quella cattiveria agonistica che manca quando affronta il Milan in campionato. La stagione del Napoli è stata segnata da infortuni che hanno decimato la rosa, eppure l’attaccante ha sulle spalle responsabilità crescenti. Sfatare il tabù contro il Diavolo significherebbe trasformare una debolezza in un punto di forza psicologico.
Tuttavia, pochi giorni fa Hojlund ha visto sfumare il sogno Mondiale ai rigori contro la Repubblica Ceca. L’attaccane è stato uno dei protagonisti in negativo, fallendo dagli undici metri. Novanta minuti contro la Macedonia, 120 contro i cechi. Stanchezza fisica e morale, dunque, per quello che secondo “La Repubblica” era l’azzurro più provato al rientro a Castel Volturno. Su di lui, quindi, Conte dovrà lavorare un po’ di più.
