Alessandro Costacurta non le manda a dire dopo il fallimento dell’Italia ai playoff mondiali. L’ex difensore del Milan critica duramente il sistema calcistico italiano, dalla gestione della Nazionale agli atteggiamenti dei campioni in azzurro.
Costacurta contro il sistema: gli italiani non bastano più
Ai microfoni di Sky Sport, Costacurta analizza il problema alla radice. Solo 6 italiani su 44 giocatori hanno preso il campo nell’ultima giornata di Serie A tra Inter, Milan, Napoli e Como, le quattro squadre in Champions League. Il numero sale leggermente allargando lo sguardo alle sei formazioni impegnate in Europa: 13 italiani su 66 complessivi. Una proporzione che racconta tutto il declino della presenza tricolore nelle posizioni di vertice.
“Presidenti e allenatori parlano di cambiare le cose, ma o non capiscono o manca qualcosa ai nostri calciatori per raggiungere certi obiettivi”, afferma Costacurta, rispondendo anche al pensiero di De Laurentiis. La questione non è tecnica, bensì culturale e strutturale. L’assenza di giocatori italiani nei top club europei rappresenta il vero nodo irrisolvibile del nostro calcio.

Gravina deve dimettersi: Costacurta attende la scelta
Costacurta si aspetta le dimissioni del presidente federale. Non per colpe particolari e evidenti, ma perché Gravina rappresenta il numero uno del calcio italiano. In questo momento, quella figura deve assumersi la responsabilità del collasso istituzionale. “Mi aspetto che si dimetta perché è una persona garbata e intelligente e capisca che quello è il passo che deve fare”.
Non è una questione di pressioni esterne o parole del ministro Abodi. È una questione di responsabilità della carica ricoperta. La terza qualificazione mondiale fallita consecutiva segna il fallimento di un intero sistema. Gravina conosce Costacurta da anni, quando quest’ultimo era commissario e il presidente dirigeva la componente di Serie C. Costacurta lo ha sempre rispettato. Per questo motivo si attende una scelta dignitosa.
Il calcio italiano deve ricostruirsi dalle fondamenta. Gli atteggiamenti di Donnarumma, la scarsità di talenti italiani nei top club europei, la gestione della Nazionale: tutto riconduce a un problema culturale profondo che il sistema calcistico non hanno ancora affrontato seriamente, e che De Laurentiis invoca da tempo.
