Insigne senza peli sulla lingua sul mancato ritorno: “Sarei tornato anche per 1.500 euro…”

Insigne senza peli sulla lingua sul mancato ritorno: “Sarei tornato anche per 1.500 euro…”
Lorenzo Insigne quando era al Napoli. (ANSA) SpazioNapoli.it

Lorenzo Insigne avrebbe accettato il Napoli anche per 1.500 euro al mese, rinunciando a qualsiasi compenso pur di tornare in azzurro. L’ex capitano partenopeo ha svelato il grado di attaccamento alla maglia durante un’intervista a Sportweek.

Insigne e l’amore per Napoli: la dichiarazione choc

La frase di Insigne non è un’iperbole retorica ma una confessione sulla natura del rapporto con il club partenopeo. Avrebbe rinunciato completamente al denaro per vestire nuovamente l’azzurro, trasformando quella che dovrebbe essere una transazione commerciale in un atto di devozione pura, accettando anche 1.500 euro al mese. Questo spiega anche la scelta successiva del ritorno a Pescara, squadra della sua città, dove ha deciso di giocare in Serie B rifiutando altre opzioni nel massimo campionato.

Insigne ha precisato la gerarchia delle sue priorità: in Serie B avrebbe accettato solo il Pescara, senza eccezioni. Ma il Napoli occupava una categoria diversa, al di sopra di qualsiasi considerazione economica o sportiva. Quella non era calcio nel senso tradizionale, ma amore puro verso una comunità e una piazza.

Il contrasto con Toronto: scelta sbagliata e lontananza

L’attaccante ha definito l’esperienza in MLS come una decisione errata, almeno per il contesto personale. Tuttavia, ha ammesso che almeno quella scelta gli permetteva di uscire di casa, suggerendo come la vicinanza geografica e familiare rappresentasse un elemento cruciale nelle sue valutazioni. Il trasferimento in Canada non ha portato la soddisfazione sperata, a differenza di quanto avrebbe significato un ritorno a Napoli.

I compagni indimenticabili e l’eredità azzurra

Insigne ha nominato tre giocatori che porterebbe in ogni squadra della sua carriera: Hamsik, Koulibaly e Mertens. Tre nomi che rappresentano diverse generazioni dell’esperienza partenopea, simboli di professionalità e dedizione. Ha inoltre riconosciuto a Zeman il merito di avergli cambiato la vita calcistica, sottolineando come gli insegnamenti ricevuti dai grandi allenatori rimangono fondamentali nella formazione di un calciatore.

Il ricordo di Euro 2020 rimane vivido: quel gesto spontaneo di saltare addosso a Donnarumma dopo il rigore parato nel momento decisivo della finale. Insigne conserva quella memoria come momento cruciale della sua carriera in Nazionale, un istante che ha definito il suo ruolo nella storia azzurra recente.

Insigne con il Pescara
Lorenzo Insigne festeggia il gol con il Pescara. (ANSA) SpazioNapoli.it

Il rapporto conflittuale con i tifosi: incomprensione iniziale

Nonostante l’amore per il Napoli, Insigne ha ammesso di non essere riuscito a farsi completamente comprendere dai tifosi partenopei. Ha descritto se stesso come una persona simpatica ma che inizialmente mantiene le distanze, caratteristica che lo ha fatto passare per presuntuoso. Questa incomprensione iniziale ha segnato il rapporto con la piazza, anche se il suo attaccamento alla maglia rimane indiscusso e probabilmente non scalfito da queste dinamiche relazionali.

Se la Nazionale lo chiamasse, correrebbe senza esitazioni. Quella rimane una priorità assoluta nella sua concezione del calcio, una responsabilità che supera qualsiasi altra considerazione. Questo atteggiamento riflette la serietà con cui ha sempre affrontato la maglia azzurra, dalla Serie A all’esperienza internazionale fino alle scelte successive di carriera nel Napoli.

Mi chiamo Paolo Cibelli e collaboro con SpazioNapoli dal 2025, dove mi occupo di seguire da vicino il mondo del calcio napoletano e della Serie A. Sono un grande appassionato di sport e mi piace raccontare quello che succede dentro e fuori dal campo, dai retroscena dello spogliatoio alle strategie della squadra. Scrivere di calcio per me significa capire i giocatori, ascoltare le storie dei tifosi e provare a restituire ai lettori la passione che si vive sugli spalti e in città. Notizie, analisi tattiche e calciomercato, sono i punti forza del mio lavoro.

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